Economia

Attività produttive, in Sicilia riconosciuti 10 nuovi distretti: la metà sono palermitani

Si va dal campo della ricerca e dell'innovazione alla filiera turistica passando per l'agroalimentare. L'assessore Turano: "Ora sono 23, a fine ottobre la prima Consulta"

Il distretto delle Ceramiche made in Sicily, quello del vino di Sicilia e quello Dolce Sicilia, il distretto Luxury hospitality per la filiera turistica e quello Sicily Valley nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Sono le cinque new entry che, nella geografia dei 23 distretti produttivi siciliani, parlano palermitano. Dieci in totale i nuovi ingressi. Ad un anno e mezzo dalla ripartenza del sistema, riavviato dal governo Musumeci, dopo un lungo periodo di stallo, l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, ha firmato i decreti di riconoscimento dei nuovi distretti produttivi che si vanno a sommare ai 13 rinnovati e riconosciuti nel luglio del 2020.

"Quando mi sono insediato ho trovato una situazione dei distretti produttivi davvero critica - spiega l’assessore Turano -  Nel 2017 il sistema dei riconoscimenti era praticamente bloccato e non si era proceduto ai rinnovi o a nuove istituzioni, determinando una sorta di limbo. Con il presidente Musumeci abbiamo ripreso il dialogo e il confronto con i distretti, ma soprattutto abbiamo messo in campo tutti gli strumenti amministrativi necessari per farli ripartire, puntando anche a un sostanziale riordino che ci ha permesso di evitare doppioni e sovrapposizioni all’interno delle filiere e di rimetterci al passo con un mondo produttivo profondamente cambiato nell’ultimo decennio".

I distretti produttivi, che videro la luce nel 2005, vennero istituiti dalla Regione con l’obiettivo di far lavorare le filiere produttive per sistemi integrati in grado di darsi una programmazione a livello territoriale sostenuti da fondi specifici. Fondamentale per la ripartenza del sistema è stata la revisione delle procedure per i riconoscimenti, messa a punto dagli uffici del dipartimento Attività produttive. Il nucleo di valutazione precedentemente previsto è stato sostituito da una commissione di valutazione interna al Dipartimento ed è stato ampliato il riconoscimento temporale dei distretti da tre a cinque anni.

"Il distretto produttivo - sottolinea ancora Turano -  è espressione della capacità del sistema delle imprese e delle istituzioni locali di sviluppare una progettualità strategica che riguardi anche la nuova programmazione comunitaria. Siamo già pronti a stanziare delle risorse per le prime iniziative che discuteremo nella seduta inaugurale della nuova Consulta dei Distretti produttivi, l’organo consultivo che abbiamo riattivato, che si terrà a fine ottobre".

Le altre 5 new entry: il Distretto del marmo di Sicilia con sede a Custonaci (Tp), il Distretto olio extravergine di oliva siciliano e il Distretto olive da tavola siciliane, entrambi a Castelvetrano (Tp), il Distretto laniero siciliano a Cammarata (Ag), e, infine, nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica, il Distretto Sicilia 5.0 con sede a Catania. 

I nuovi 10 distretti si sommano ai 13 esistenti distribuiti su tutto il territorio regionale: a Catania il Distretto Agrumi di Sicilia, sempre nella provincia etnea il Distretto del Ficodindia di Sicilia a San Michele di Ganzaria e il distretto della pietra lavica di Belpasso; a Palermo si trovano invece Distretto Meccatronica, il Distretto della moda Mythos e il Distretto nautico del Mediterraneo; nell’elenco ancora il Distretto Pesca e Crescita Blu a Mazara del Vallo; a Ragusa il Distretto orticolo sud-est Sicilia insieme al Distretto Lattiero Caseario; il Distretto Ecodomus specializzato nella filiera edilizia e delle energie rinnovabili a Licata; nel Nisseno, a Mazzarino, il Distretto Frutta secca di Sicilia; ancora il Distretto Filiera delle Carni a Messina; a Siracusa il Distretto ortofrutticolo di qualità.


 

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