Movida, l’appello di Confcommercio: "Servono regole certe e per tutti"

Il presidente Patrizia Di Dio, a pochi giorni dagli ultimi controlli dei vigili, torna a discutere del regolamento, il cui obiettivo era quella di trovare un compromesso tra il diritto al riposo e la voglia di intrattenimento. "Serve la zonizzazione acustica"

(foto archivio)

Regole certe per tutti e un giusto compromesso tra il diritto al riposo e la voglia intrattenimento. A lanciare l’appello sulla movida è il presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio, mettendo in primo piano le necessità di cittadini e turisti ma affermando allo stesso tempo l’esigenza di mantenere la vitalità della città, magari differenziando le zone in base alle sue peculiarità.

"Dobbiamo definire – suggerisce Di Dio - le zone distinguendo tra quelle ad alta densità residenziale, dove i diritti di quiete pubblica dei residenti e dei turisti devono essere rispettati, e quelle dove, invece, non ci sono abitazioni e, quindi, fare musica può non disturbare nessuno, consapevoli che imprenditori, cittadini e i turisti, che vengono a visitare Palermo, hanno diritto ad avere un regolamento con regole certe e giuste". Differenziazione che prende il nome di "zonizzazione acustica".

Proprio due giorni, a causa dello sforamento nelle emissioni acustiche, sono state sequestrate le attrezzature ad alcuni locali dell’Addaura che avevano superato l’orario consentito. Presto, dunque, dovranno chiudere per cinque giorni come previsto dall’ultima ordinanza comunale. Altre attività, invece, sono state sanzionate per eccedenza di occupazione abusiva del suolo.

"A proposito di regolamento sulle emissioni acustiche – prosegue la presidente di Confcommercio Palermo - noi da tempo abbiamo cercato di suggerire soluzioni per contemperare da una parte il diritto sacrosanto al riposo e ad una città vivibile, dall'altra i diritti sacrosanti di fare impresa e di un intrattenimento accettabile. Soluzioni corrette, che giuridicamente non avrebbero esposto a ricorsi".

patrizia di dioA metà dello scorso mese di giugno il Cga ha accolto la richiesta di sospensiva del regolamento sulla movida dopo il ricorso presentato da un gruppo di locali che si sono riuniti nell’associazione Vivo Civile. "Il provvedimento dei giudici amministrativi - aveva dichiarato Giovanna Marano, assessore comunale alle attività produttive - salvaguarda infatti le disposizioni sugli orari e sull’assetto sanzionatorio previsti, e si limita ad accogliere il rincorso per due commi dell'articolo 6 relativi alle emissioni acustiche esterne che restano comunque vietate con amplificazione”.

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Per Patrizia Di Dio le imprese devono essere alleati strategici della città e dell’Amministrazione, per cui "non si può andare avanti così e la continua incertezza regolamentare, anche dopo l'ultima sentenza del Cga, espone a dubbi e rischi inaccettabili i gestori che cercano di adeguarsi correttamente, ma soprattutto manifesta l'inadeguatezza di questo regolamento. Da 4 anni si parla di regolamentare, ma anche gli ultimi tentativi sono stati deludenti sotto ogni aspetto".

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