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Villa Igiea e Hotel delle Palme, partono i licenziamenti: i sindacati annunciano battaglia

Fissato un incontro all'Ufficio provinciale del lavoro. Acqua Marcia, la società che gestisce le strutture alberghiere di lusso, ha comunicato alle parti sociali l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 134 dipendenti su un totale di 213

Acqua Marcia, la società che gestisce alcune strutture alberghiere di lusso, tra cui Villa Igiea, l'hotel Delle Palme e Excelsior, ha comunicato alle parti sociali l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 134 dipendenti su un totale di 213. Il prossimo incontro sulla vertenza è fissato per lunedì all'Ufficio provinciale del lavoro. In quell'occasione sul tavolo ci sarà il piano dell'azienda, un testo su cui i sindacati già promettono battaglia.

Alla base della decisione ci sarebbero le perdite registrate negli alberghi del gruppo (unica eccezione Villa Igiea) per un totale di oltre mezzo milione di euro l'anno. "Per noi resta prioritaria la salvaguardia dei livelli occupazionali - dice Mimma Calabrò, segretario della Fisascat Cisl Regionale Sicilia -. Siamo contrari ad un piano di ristrutturazione che sa di dismissione totale e diciamo no ai tagli del personale. I lavoratori in questi anni hanno affrontato grossi sacrifici, rinunciando persino ad andare in ferie per consentire alle strutture di andare avanti". Per quanto riguarda lo storico Hotel delle Palme, si dovrebbe andare verso la soppressione del servizio di ristorazione dell'hotel.

Acqua Marcia avrebbe chiesto ai sindacati la sottoscrizione di alcune clausole. In particolare la trasformazione per i dipendenti dell'Hotel Villa Igiea Palermo del rapporto di lavoro da tempo indeterminato a tempo determinato (8 mesi l'anno) o da full-time a part-time verticale sempre per 8 mesi l'anno. Ma i sindacati si oppongono. "Non sono pensabili accordi che prevedano i licenziamenti o la precarizzazione dei rapporti di lavoro con inevitabili ricadute sugli stipendi di questi lavoratori, già di per sè bassi - spiega Calabrò -. Colpendo questi alberghi non si crea solo un danno ai dipendenti di queste strutture, ma a tutto l'indotto. Stiamo parlando di alberghi di lusso e di un turismo che non è quello mordi e fuggi, ma che alimenta un'intero circuito economico. Si tratta di strutture storiche - dice ancora il segretario della Fisascat Cisl Regionale Sicilia -, veri e propri pezzi di cultura e di storia non solo siciliana, ma italiana. Abbiamo avanzato la richiesta formale di un tavolo alla Regione, ma al momento non abbiamo ottenuto nessuna risposta".

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