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Wind-Tre si libera dei call center: a Palermo 250 lavoratori a rischio

Nuova scure sui lavoratori delle telecomunicazioni: l'azienda ha comunicato ai sindacati l'intenzione di voler esternalizzare il servizio svolto dal contact center

Nuova scure sui lavoratori delle telecomunicazioni a Palermo. Wind-Tre ha comunicato ai sindacati l'intenzione di voler esternalizzare il servizio svolto dal contact center ex H3g. I dipendenti a rischio licenziamento in Italia sono 900, divisi in quattro sedi, tra cui Palermo. E il nome dell'azienda a cui sarà affidato il servizio in outsourcing, riferiscono i sindacati, non è ancora stato comunicato.

Il nuovo piano industriale presentato prevede la cessione di un ramo dell’azienda, quello del servizio di customer care svolto dai contact center ex H3g. Il licenziamento riguarderebbe i 900 lavoratori distribuiti tra Palermo, Roma, Cagliari e Genova. La notizia arriva dai sindacati, convocati dall'azienda per la presentazione del piano industriale della newco. "Siamo assolutamente contrari a una scelta di questo tipo, visto che operazioni del genere si sono sempre rivelate fallimentari. Invitiamo quindi la società e rivedere una decisione che potrebbe aprire uno scontro tra lavoratori e azienda", dicono i sindacati

All’orizzonte “c’è anche il rischio delocalizzazione all’estero, pratica che ha coinvolto già numerosi call center, che cercano così di far fronte alla contrazione del mercato sacrificando i lavoratori in Italia”, ricorda Serafino La Corte, candidato alle elezioni comunali di Palermo con la lista Movimento 139. 

E sulla vicenda è intervenuto anche il candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli: "Neanche il tempo di riprendere fiato con la vicenda Almaviva, che va comunque rimessa a sistema, che un'altra tegola si abbatte su Palermo. Il mio impegno da sindaco - precisa Ferrandelli - sarà quello di una maggiore e risolutiva interlocuzione con il governo regionale, il governo nazionale e le aziende affinché si aumentino le tutele nei confronti di chi un lavoro ce l'ha e si rilanci la visione industriale troppo compromessa dalle eccessive delocalizzazioni degli anni passati. Palermo non può permettersi la perdita di un solo posto di lavoro. Per questo - precisa - tra i nostri grandi progetti prevediamo la creazione di un polo tecnologico in cui concentrare tutte le attività di IT per riqualificare gli operatori del settore presenti in città ed attrarre altri investimenti. Ho sempre lottato al fianco dei lavoratori dei call center (la mia generazione) e non posso permettere che altri palermitani rischino il posto di lavoro. Dobbiamo frenare l'emorragia di oltre 5mila persone che ogni anno lasciano Palermo - conclude Ferrandelli - ma al contempo tutelare chi un lavoro l'ha".

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