Venerdì, 14 Maggio 2021
Economia

Vertenza Ksm, niente accordo con i sindacati: confermati i licenziamenti

Le parti si sono incontrate nel Centro per l'impiego di Palermo ma la riunione si è conclusa con un nulla di fatto. La società che si occupa di vigilanza: "Rigettate le nostre proposte di correttivi temporanei"

Niente accordo tra la Ksm, la società che si occupa di vigilanza, e le organizzazioni sindacali. Sì è conclusa con un nulla di fatto la riunione tenutasi oggi nel Centro per l’Impiego di Palermo. Avanti quindi con i licenziamenti. "Dopo un anno di discussioni e confronti - fanno sapere dalla società - , le organizzazioni sindacali hanno rigettato le proposte che la società aveva avanzato, non operandone altre coerenti e utili rispetto alla natura della crisi che si è costretti ad affrontare, determinando di fatto la chiusura negativa del tavolo negoziale".

La crisi secondo la Ksm sarebbe riconducibile "a comportamenti di aziende che hanno falsato il mercato di riferimento, offrendo servizi a tariffe inferiori al solo costo del lavoro". A fronte di questo la società sostiene di non poter proseguire nei servizi in perdita e di essere costretta, di conseguenza, a ridurre il numero dei propri lavoratori. 

La replica dell'azienda

"Si è richiesto sin dall’inizio - continua la società - un supporto nella definizione di correttivi temporanei del costo del lavoro che permettessero all’azienda di alleviare l’impatto sull’occupazione nel mentre, insieme alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali e agli organismi datoriali, si rendesse concretamente operativo un tavolo di confronto tecnico e politico avente l’obiettivo di rimettere ordine e definire le regole in un settore strategico per il Paese, e che ad oggi è stato vittima di una deregulation selvaggia che potrebbe comprometterne il futuro".

Tra i "correttivi" ai quali i sindacati hanno detto no, la rinuncia alla 14 mensilità degli anni 2018 e 2019 e l’abbattimento del 50% rispetto ai valori contrattuali delle sole maggiorazioni per lavoro straordinario, domenicale, spostamento riposo e rischio e l'abbattimento dei permessi fruibili, da 140 ore annue a 25, sempre per un periodo di 24 mesi. 

La Uiltucs esprime rammarico per l'esito dell'incontro: "Abbiamo chiesto il ritiro dei licenziamenti e la disponibilità alla mobilità volontaria e ai prepensionamenti incentivati, ma l'azienda non ha espresso disponibilità in tal senso, dunque l'esito negativo è stato inevitabile. Ci auguriamo che l'azienda prima di  partire con i licenziamenti aspetti la realizzazione del tavolo istituzionale. Siamo convinti che un serio impegno politico possa aiutare a  ripristinare, in questo settore, condizioni di regolarità contrattuale e normativa e contribuisca a intervenire sui bandi affinché non si aggiudichino le gare al massimo ribasso a tariffe molto più basse rispetto al costo del lavoro previsto dalle tabelle ministeriali. La Regione dovrebbe intervenire e implementare il personale degli uffici ispettivi per fare partire i controlli in tutte quelle imprese che si aggiudicano gli appalti  tariffe troppo basse”.

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