"Tutti questi licenziamenti porteranno alla chiusura del Giornale di Sicilia"

La crisi del quotidiano di via Lincoln: le segreterie territoriali di Slc Cgil e Fistel Cisl hanno richiesto un incontro urgente al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e al ministero dello Sviluppo economico

Le segreterie territoriali di Slc Cgil e Fistel Cisl hanno richiesto un incontro urgente al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al ministero dello Sviluppo economico, alla Federazione italiana editori giornali (Fieg) per chiedere il massimo coinvolgimento delle istituzioni sulla drammatica condizione che sta attraversando il Giornale di Sicilia. Stessa nota è stata inviata al presidente della Regione, al sindaco di Palermo, agli assessori al Lavoro e alle Attività produttive, ai presidenti della III e della V commissione dell'Ars. 

“Chiediamo l'intervento immediato di tutte  Istituzioni a salvaguardia di una testata storica dell'informazione siciliana,  di cui la città non può fare a meno – scrivono in una nota unitaria le segreterie territoriali di Slc Cgil  e Fistel Cisl - La proprietà ha ufficialmente comunicato alle organizzazioni sindacali una ristrutturazione aziendale che prevede 31 esuberi su 43 dipendenti. Dopo anni di sacrifici sostenuti dai lavoratori, attraverso ammortizzatori sociali, nella prospettiva di un rilancio dell’azienda,  così come affermato dal management, che aveva prefigurato il raggiungimento break even  in due anni, i lavoratori si ritrovano oggi davanti al dramma dei licenziamenti”. 

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“La perdita di 31 lavoratori dipendenti – aggiungono Slc Cgil e Fistel Cisl nella nota -  significherebbe la chiusura del Giornale di Sicilia, azienda questa da noi considerata una istituzione culturale che non può spegnersi e che deve continuare a essere radicata nella città di Palermo. Attendiamo un riscontro all'appello inviato alle istituzioni”.

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