Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Si allungano i tempi per il progetto Blutec a Termini, il sindaco: "Grave disagio sociale"

Nuovo vertice al Mise. L’azienda ha chiesto al ministero la proroga della cassa integrazione per altri dodici mesi. Fim Cisl: "I lavoratori sono stanchi di queste interminabili attese”

Lo stabilimento Blutec - foto archivio

Ancora incertertezza per il futuro di Blutec a Termini Imerese. Stamani c'è stato un nuovo vertice al ministero dello Sviluppo economico tra azienda, Comune, sindacati e governo. Blutec ha ribadito i prossimi progetti come l’elettrificazione dei Doblò e dei due ruote delle Poste, ma ha anche posticipato - rispetto al cronoprogramma originario - l'ingresso di tutte le tute blu.

“La Blutec - spiegano Ludovico Guercio, segretario Fim Cisl Palermo Trapani, e Giuseppe Liuzzo Rampino, Rsu Fim Cisl - ha ripresentanto il progetto su Termini Imerese, ma indicando tempi più lunghi per l’avvio delle attività principali e l’ingresso di tutti i lavoratori, non più la fine del 2018 ma entro il 2019, così facendo, se entro l’anno si garantisce l’ingresso di 20 operai a marzo e altri 100 entro l’ultimo trimestre, dovranno restare in attesa per un anno 450 tute blu. I lavoratori sono stanchi di queste interminabili attese”.

“C’è in ballo anche una commessa con degli imprenditori provenienti dalla Cina, ma non basta – spiegano i due sindacalisti – siamo preoccupati di questo slittamento dei tempi per entrare a pieno regime. L’azienda ha chiesto al ministero del Lavoro la proroga della cassa integrazione per altri dodici mesi per non lasciare scoperti i lavoratori in attesa di rientrare, ma questi ritardi non sono più tollerabili”. Intanto otterranno la mobilità in deroga i lavoratori della Lear, azienda dell’indotto, ma restano senza alcuna copertura invece i circa 70 dipendenti della Bienne Sud. “Questi lavoratori però – conclude Leonardo La Piana segretario Cisl Palermo Trapani – non hanno alcuna certezza sul futuro occupazionale. Non è concepibile che dopo quattro anni si parli ancora di slittamento dei tempi per far partire il ciclo produttivo della fabbrica, le istituzioni facciano di più cercando anche altri possibili investitori per l’area industriale di Termini e si vada avanti con l’accordo quadro che stanzia 150 milioni di euro per le infrastrutture per rendere più funzionale e attrattiva tutta la zona”.

"Nel corso del mio intervento - spiega il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta - ho lamentato il mancato rispetto del cronoprogramma (entro il 31.12.18 si sarebbe dovuta completare l'assunzione di tutti i 700 operai in forza a Fiat), ho inoltre sottolineato che, pur apprezzando l'impegno dell'azienda, le commesse non offrono le dovute garanzie per programmare un futuro sereno. Tra l'altro ho tenuto a precisare che Termini Imerese, da troppo tempo, vive un gravissimo disagio sociale e che la pazienza dei lavoratori è al limite. Al termine del mio intervento unitamente ai rappresentanti sindacali della Fiom e della Uilm abbiamo chiesto e ottenuto che il prossimo incontro si tenga entro la fine del mese di marzo all'interno dello stesso stabilimento, con la partecipazione attiva dei funzionari di Invitalia. Mi sono sorpreso per l'assenza dei rappresentanti del governo regionale, vista l'importanza dell'incontro. Una cosa è certa, dopo quasi un anno dall'ultimo incontro ci saremmo aspettati molto di più".
 

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