Martedì, 22 Giugno 2021
Economia

Lavoro, dramma senza fine: "A Palermo 10 mila posti a rischio"

Ansaldo Breda, Keller, call center: sono tante le vertenze aperte. Simbolo della crisi il pastificio Tomasello di Casteldaccia, appena chiuso. Qua la Cisl ha organizzato una messa per lunedì: "Urge un piano industriale per affrontare le emergenze"

Più di 10 mila i posti a rischio solo nella città di Palermo per via delle tante vertenze ancora aperte. Un quadro nero davanti al quale la Cisl per voce del suo segretario generale, Daniela De Luca, chiede alle istituzioni regionali e comunali, ai rappresentanti del mondo produttivo, di lavorare tutti insieme a "un piano industriale per le città che affronti in modo organico tutte le emergenze, ma che programmi anche interventi strategici che possano far ripartire i principali settori produttivi" . Il lavoro, la crisi di tutti i settori, ha annunciato il segretario, saranno al centro della messa in occasione delle festività natalizie, organizzata dalla Cisl Palermo Trapani per il prossimo lunedì dicembre nei locali dell'ormai chiuso pastificio Tomasello di Casteldaccia.

"Un simbolo della crisi che ormai è divenuta emergenza sociale e che non fa altro che privarci delle nostre migliori realtà produttive, commerciali e industriali - spiega De Luca -. Siamo a fianco di chi soffre a causa delle incertezze sul futuro e per la mancanza di un reddito, ancor più in periodi come questi in cui la serenità delle famiglie è fondamentale".

La messa sarà celebrata dall'arcivescovo di Palermo, il cardinale Paolo Romeo, alla presenza dei segretari della Cisl Palermo Trapani e Cisl Sicilia, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dell'assessore regionale alle Attività produttive, Linda Vancheri, e di una delegazione dei lavoratori delle aziende in crisi, dai call center ad Ansaldo Breda e Keller oltre alla Tomasello. "Bisogna affrontare tutte le vertenze cruciali in modo decisivo, dare speranze cosi al distretto produttivo di Carini dove attendono soluzioni gli operai di Ansaldo Breda e di Keller, chiudere gli accordi certi per la ex Fiat di Termini, garantire una prospettiva occupazionale agli operatori dei call center" spiegano dal sindacato.

Se l'industria è al primo posto nelle emergenze da affrontare, seguono subito dopo, quella delle istituzioni culturali delle città, "non si possono lasciare morire istituzioni storiche come la Foss, il teatro Biondo e tutti gli altri" e quello delle partecipate comunali. "Siamo soddisfatti dell'approvazione della delibera sulla Reset in Consiglio comunale - dice De Luca -, un buon punto di inizio di un percorso che deve portare alla garanzia di tutti i lavoratori e al miglioramento dei servizi per i cittadini. Ci preoccupa molto la crisi di aziende come Amat che per mancanza di fondi attesi da Regione e comuni rischia di dover fermare il servizio". Infine il mondo delle scuole, "bisogna utilizzare al meglio i fondi nazionali, le nostre scuole necessitano di seri interventi di manutenzione straordinaria".

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