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Economia

Lavoratori Tim, lunedì presidio dalle 9,30 davanti alla Prefettura 

A Palermo i dipendenti daranno vita a un sit-in: “Tim, che dovrebbe essere l’azienda guida per la crescita del settore - dicono in una nota i sindacati - è di nuovo al centro di un confronto acceso tra gli azionisti"

Mobilitazione dei lavoratori Tim, per la tutela occupazionale e per lo sviluppo della rete di nuova generazione. Lunedì SLc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil saranno in presidio al Mise  a partire dalle 9,30, e davanti alle prefetture di tutta Italia, per urlare il loro sdegno difronte all’atteggiamento del governo riguardo alla vicenda della rete unica di Tlc

A Palermo i lavoratori faranno un sit-in a partire dalle ore 10 davanti alla prefettura di via Cavour. “Tim, che dovrebbe essere l’azienda guida per la crescita del settore - dicono in una nota i sindacati- è di nuovo al centro di un confronto acceso tra gli azionisti per il controllo. Inoltre, il fondo americano KKR ha lanciato un’Opa per l’acquisto e siamo ancora in attesa che il governo si pronunci in merito. Temiamo per lo sviluppo della rete di telecomunicazioni del nostro Paese,  visto che il governo sembra aver abbandonato la scelta del modello di rete partecipato dallo Stato a vantaggio di tante piccole reti, dove lo Stato regala soldi ai privati perdendone il controllo”. 

“Con l’evoluzione digitale in atto - aggiungono le segreterie provinciali di SLc Fistel e Ucom - riteniamo che il sistema paese si deve dotare di una infrastruttura di rete unica, forte e capillare, per azzerare il digital divide e garantire il diritto alla connessione. Ma questo progetto può essere realizzato esclusivamente da un soggetto sotto il controllo pubblico che unisca quando già esiste in Italia, Tim e Open Fiber. Il naufragare del progetto di rete unica e l’eventuale riassetto societario fanno temere che si proceda anche allo spezzatino di Tim in una serie di aziende che sole non reggerebbero sul mercato mettendo a rischio la tenuta occupazionale”. 
 I sindacati “non rimarremo inermi nel vedere smantellare la più grande azienda del settore” che vede impiegati oltre 40 mula dipendenti oltre quelli dell’indotto. E già sono state avviate  le procedure di legge per la proclamazione dello stato di agitazione e le iniziative di sciopero.  È stato inoltre chiesto un incontro al presidente della Regione Sicilia.
 

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