Venerdì, 6 Agosto 2021
Economia

Lavoratori di Poste Italiane pronti a tornare in piazza: "Rivedere i numeri delle assunzioni in Sicilia"

Il comitato Full time subito ha scritto una lettera all'azienda e ai sindacati nella quale annunciano anche che continueranno ad astenersi dallo svolgimento di prestazioni straordinarie per evidenziare le carenze di personale

Le foto dell’incontro con il sottosegretario Villarosa

Dopo mesi di proteste, non accenna a placarsi lo stato di agitazione dei lavoratori siciliani di Poste Italiane che chiedono all'azienda di rivedere al rialzo i numeri deelle assunzioni nell'Isola. Due settimane fa una rappresentanza del comitato #FullTimeSubito è stata accolta al ministero dell’Economia e delle Finanze dal sottosegretario Villarosa e alla Camera dei Deputati da diverse delegazioni di parlamentari. "Il sottosegretario - dichiarano dal comitato  - si è assunto degli impegni seri e concreti che ci fanno guardare con più fiducia al prossimo futuro, ma la nostra battaglia non si ferma qui". 

Hanno scritto una lettera alla dirigenza regionale e nazionale di Poste Italiane e alle segreterie dei sindacati di categoria per chiedere interventi immediati: blocco delle assunzioni dal mercato esterno di nuovi precari e di giovani laureati con l’obiettivo di promuovere la valorizzazione delle risorse già in servizio, revisione al rialzo dei numeri delle conversioni in full-time, delle stabilizzazioni e della mobilità in ingresso riservati alla Sicilia, redistribuzione verso le regioni del Sud Italia delle proposte di conversione in full-time rifiutate in questi mesi dai colleghi in servizio nel Centro-Nord Italia. 

“Continueremo ad astenerci dallo svolgimento di prestazioni straordinarie per evidenziare le carenze di personale che abbiamo in Sicilia e se non dovessimo avere risposte concrete, siamo pronti a scendere in piazza e a dar luogo a dei sit-in di protesta, proprio come già annunciato dalle segreterie regionali dei sindacati. Al contempo - conclude la nota - rilanciamo l’appello ai parlamentari regionali e nazionali e alle istituzioni, affinché sostengano la nostra battaglia di dignità e giustizia, priva di alcun colore politico, i nostri appelli e le nostre forme di protesta”.


 

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