Operai ex Keller senza ammortizzatori sociali: "Trenitalia deve assumerne 15"

Fim e Fit Cisl lanciano un appello al presidente della Regione Musumeci affinché faccia rispettare gli accordi: "Doveva assumere 39 operai, ne ha richiamati solo 24, intanto si proceda con gli altri”

"La Regione si impegni per tutelare i 160 lavoratori ex Keller rilanciando il settore del materiale rotabile".  A lanciare l’appello sono Ludovico Guercio, segretario Fim Cisl Palermo Trapani e Stefano Ventimiglia, rappresentante Fim in Keller degli operai.  Da più di sette mesi gli operai ex Keller non percepiscono più nemmeno la mobilità. “Viviamo nell’angoscia di un futuro assolutamente indefinito e incerto – spiega Ventimiglia – partecipiamo a tanti incontri ma ancora non c’è nessun piano di reindustrializzazione e per questo non si possono nemmeno chiedere gli ammortizzatori sociali”. I sindacati chiedono anche al presidente Musumeci di far rispettare a Trenitalia gli impegni presi nel 2015 assumendo una parte degli operai: "Per gli ex operai da tempo si prospetta l’ipotesi di realizzare vagoni ferroviari, un accordo del 2015 aveva stabilito il passaggio a Trenitalia e Rfi di 105 lavoratori. Diversi incontri si terranno nelle prossime settimane, martedì a Roma fra il presidente della Regione Musumeci e il presidente di Trenitalia, mentre il 13 giugno a Palermo arriverà l’amministratore delegato di Rfi. Siamo pronti a scendere in piazza se non ci saranno risposte, nemmeno dopo questi incontri".

Dopo la firma del contratto di servizio con Ferrovie della scorsa settimana, la Regione dovrà acquistare più di 40 nuovi treni Alstom. "Si pensi - chiedono Guercio e Ventimiglia - a una soluzione che preveda l’inserimento degli ex Keller”. “Il governo regionale – dichiara Mimmo Perrone, segretario Fit Cisl Ferrovie - deve prendere posizioni certe e ferme nei confronti di Trenitalia e Rfi, altrimenti la vertenza non potrà essere risolta. Faccia rispettare l’accordo del 2015 secondo il quale, in particolare, Trenitalia doveva assumere 39 operai, ne ha richiamati solo 24, si proceda intanto con gli altri 15. All’interno del gruppo inoltre, manca il personale in diversi settori, si potrebbero dare riposte occupazionali e a tutti i lavoratori in attesa”.

“A rischio – conclude Leonardo La Piana segretario Cisl Palermo Trapani  - oltre al futuro di 160 famiglie, anche quello di una intera area industriale, quella di Carini, fondamentale per il tessuto economico del palermitano, e del settore del materiale rotabile siciliano. Si riparta dal recupero della zona attraverso il riutilizzo delle aree cercando nuovi imprenditori interessati a investire. Così si potrebbero dare risposte agli operai in attesa e a un intero territorio colpito dalla crisi”.

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