La movida scende in piazza all'Ars, Cafeo: "Giuste rivendicazioni, il governo ascolti i settori produttivi"

Una protesta pacifica e in sicurezza da parte degli operatori dell'intrattenimento e dei locali notturni siciliani che chiedono soltanto di essere ascoltati.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Continua in questa fase di lotta al Covid-19 l’anomalia causata da scelte prive di visione d’insieme, con conseguenze per numerosi settori produttivi siciliani, trattati con disparità ingiustificate o forse, semplicemente, dimenticati nei tavoli degli esperti e delle task-force”. Ad intervenire è l’On. Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione ARS Attività Produttive, commentando la decisione per gli operatori della “movida” siciliana di scendere in piazza, in sicurezza, di fronte al Parlamento Siciliano.

“Le rivendicazioni dei gestori dei locali, dei deejay e in generale di tutti i professionisti dell’intrattenimento riguardano non l’accesso a chissà quali contributi o fondi speciali, ma soltanto la possibilità di essere ascoltati nelle sedi opportune – spiega Cafeo – una richiesta ragionevole che dovrebbe essere accolta, provando, per una volta, ad abbandonare l’autoritarismo e a optare per una seria concertazione prima di assumere decisioni che riguardano il futuro di migliaia di cittadini, imprese e famiglie, nonché la qualità dell’offerta d’intrattenimento anche per i turisti che sceglieranno di venire in Sicilia”. “Quello del confronto costruttivo propedeutico alle decisioni da assumere dovrebbe essere il metodo principe per provare a governare una crisi di queste proporzioni – prosegue l’On. Cafeo – in modo da evitare poi le naturali nonché inevitabili rivendicazioni dalle categorie di volta in volta penalizzate, così come successo ai piccoli negozi di prossimità, costretti a restare chiusi nel giorno con più afflusso e cioè la domenica, o ai gestori dei lidi, per settimane abbandonati in un limbo decisionale e che oggi si ritrovano a dover cercare di salvare una stagione che parte compromessa”.

“Raccolgo dunque l’appello dei manifestanti e del sindacato Silb, peraltro già audito di recente in III Commissione così come molte altre associazioni di categoria di tutti i settori produttivi – conclude l’On. Cafeo – e in tutti i casi ho riscontrato il desiderio di far coesistere la necessità di sicurezza con l’opportunità di ripartire; per questo faccio mia la richiesta di un tavolo di confronto con il Governo, al fine di provare a trovare una soluzione e garantire così la riapertura dei locali nonché l’impiego dei numerosi professionisti coinvolti”.

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