Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia

Italcementi, i 250 lavoratori sperano: "Ok al rinnovo delle concessioni"

Dalla Regione una proroga per la cava, i sindacati: "Ora è necessario un confronto con l'azienda per il consolidamento delle prospettive dei lavoratori dal momento che la società ha dichiarato degli esuberi"

“Apprendiamo positivamente che il presidente della Regione ha annunciato la volontà del governo regionale di garantire il rinnovo delle concessioni a Italcementi per garantire la continuità produttiva”. Lo afferma il segretario generale Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra, in vista dell'incontro che si terrà oggi alle 15 all'assessorato Energia, retto ad interim da Musumeci, per approfondire la tematica che riguarda Italcementi.

Un confronto ottenuto ieri dopo l'assemblea che si è svolta con i 250 lavoratori del cementificio di Isola delle Femmine, acquisita dal 2016 dal colosso tedesco Heidelberg, e dell'indotto. “All'incontro verificheremo se non esistono ostacoli per il via libera alla proroga – aggiunge Piastra –. Dando per scontato che le concessioni verranno rinnovate, sarebbe necessario avviare un confronto con Italcementi per il consolidamento delle prospettive occupazionali dei lavoratori, dal momento che la società ha dichiarato degli esuberi. E' importante analizzare il piano industriale di Italcementi sullo stabilimento”. Da oltre un anno si attende il rinnovo dell'autorizzazione. Le concessioni per cui si attende una proroga sono quelle per l'uso della cava di di Pian dell'Aia di Carini, che scade il 22 marzo, per l'attività di estrazione nelle cave del clinker, il componente minerale base per la produzione del cemento.

“Sono senz’altro contenta del fatto che gli operai dello stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine- sostiene Claudia Mannino, capolista palermitana di Insieme alla Camera - abbiano salvato il loro posto di lavoro. Al tempo stesso mi chiedo come sia possibile che la politica regionale ceda ad un vero e proprio ricatto, prorogando l’autorizzazione per lo sfruttamento della cava di Carini, senza verificare l’effettivo rispetto delle norme vigenti da parte dell’azienda e la sostenibilità dell’impatto ambientale. La documentazione dell’AIA è del 2008, e quella per cui si richiede il rinnovo non mi risulta riporti all’interno del suo ciclo produttivo questa concessione”.

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