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Venerdì, 27 Gennaio 2023
La ricerca

Il Covid influisce anche sul gettito Tari, crollano gli incassi a Palermo

Dai 75,8 milioni versati dai contribuenti nel 2019 si è passati a 64,4 milioni nel 2020, per poi risalire a 69,8 milioni nel 2021

L'effetto Covid influisce anche sugli incassi Tari del Comune di Palermo. Nel 2020 rispetto al 2019 il gettito della tassa sui rifiuti è crollato di oltre 10 milioni di euro, nel 2021 si registra una risalita, ma il totale resta comunque inferiore agli oltre 75 milioni di euro versati dai contribuenti palermitani nell'ultimo anno prima della pandemia. E' quanto emerge da una ricerca di Centro Studi Enti Locali (Csel), per Adnkronos, basata sulla banca-dati 'Siope+' sia per quanto riguarda il gettito 'ordinario' sia per quanto riguarda quelle relativo alle attività di recupero evasione.

In tutta Italia gli incassi Tari 2020 sono stati inferiori per circa un miliardo a quelli dell’anno precedente (4,9 miliardi contro i 5,9 del 2019). Un crollo 'annunciato', legato a doppio filo alle esenzioni concesse per attenuare l’impatto economico generato dalle chiusure imposte per combattere la diffusione del Covid-19. 

Gli incassi Tari del 2019

Entrando nel dettaglio dell'analisi per i tre anni considerati, per il 2019 emerge che, a livello di riscossione ordinaria, i Comuni hanno registrato incassi per 5.961.642.912,61 euro. I primi Comuni per gettito Tari 2019 sono: Milano (336.605.033,93), Torino (184.439.652,02), Genova (145.743.758,87), Firenze (87.101.040,93), Bologna (82.495.905,54), Palermo (75.859.762,29), Bari (56.539.163,83), Padova (43.958.432,16) e Catania (43.739.973,73). Questi Comuni detengono il 18,44% di tutti gli incassi complessivi registrati. A livello di attività di recupero evasione, nell’anno 2019 sono stati incassati 388.647.036,26 euro. In questa 'speciale' classifica, il primato spetta al Comune di Milano, seguito da Torino e Bologna e Como. Le Regioni maggiormente virtuose, da questo punto di vista, sono la Lombardia, l’Emilia-Romagna e la Toscana. 

Gli incassi Tari del 2020

Analizzando i dati relativi agli incassi 2020, i primi 10 Comuni per gettito Tari 2020 sono: Milano (244.068.009,51), Torino (175.685.611,27), Genova (135.370.268,34), Bologna (77.748.597,17), Firenze (69.246.484,94), Palermo (64.463.467,31), Catania (40.246.806,59), Perugia (39.424.444,23) e Padova (38.814.628,50). Rispetto al 2019, per quasi tutti i Comuni analizzati, durante il periodo pandemico, il gettito risulta diminuito. Complessivamente, l’entità di questo calo è stata di circa 1 miliardo. Una contrazione riconducibile a molti fattori, tra i quali: le riduzioni messe in campo dai singoli enti, avvalendosi delle risorse erogate dal legislatore (cosiddetto "Fondone") e la rimodulazione delle scadenze. Come attività di recupero evasione, l’ammontare complessivamente incassato risulta pari a 273.421.994,62 euro, con una flessione di circa 115 milioni di euro (circa -30%).  

Gli incassi Tari del 2021

L’analisi degli incassi Tari del 2021 mette in evidenza un ritorno ai livelli del 2019, ma non per tutte le città, con un gettito pari a 6.028.969.184,49 euro. Nei primi Comuni in ordine decrescente di incasso, non si registrano cambiamenti sostanziali rispetto alle annualità precedenti. Milano (253.241.139,43), Torino (190.511.338,14), Genova (119.999.180,22), Firenze (97.939.496,04), Bologna (87.753.772,46), Palermo (69.842.545,59), Bari (52.959.622,97), Padova (47.431.194,11) e Verona (45.607.817,90) sono i Comuni che detengono il 18,44% di tutti gli incassi complessivi registrati. Segnali di ripresa sono arrivati anche dal recupero evasione, che si è attestato a 328.680.383 euro, con in testa Sicilia (53.156.195) e Lombardia (42.389.045,89).

Gli effetti del Covid

"Gli effetti pandemici - osserva Csel - si sono fatti sentire nel corso del 2020. La riduzione del gettito è, però, riconducibile alle cospicue risorse messe in campo dal legislatore, che hanno permesso agli Enti di calmierare gli effetti negativi della pandemia attraverso l’introduzione di misure agevolative sia per le utenze domestiche che per le utenze non domestiche. Nel corso del 2021, il gettito è tornato ai livelli pre-pandemici, ma occorre considerare anche l’eventuale incremento dei costi determinato dall’applicazione del 'Metodo'”.  

Csel ricorda che, "a differenza di quanto avviene per l’Imu, per la tassa sui rifiuti non vi sono scadenze determinate dalla normativa nazionale, per cui il gettito conseguito dai Comuni risulta maggiormente influenzato dalle scelte intraprese da ciascuno di essi, posto che in alcuni enti le rate non scadono nello stesso anno ad oggetto della bollettazione; lo stesso vale per quanto riguarda riduzioni ed esenzioni, che in parte sono disposte dalla legge (cosiddette riduzioni tipiche) che trovano copertura all’interno del Pef, e in parte da disposizioni regolamentari dell’ente (cosiddette riduzioni atipiche) che devono essere coperte con fondi propri di bilancio".
 

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