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Martedì, 17 Maggio 2022
Caso risolto

Raggiunto accordo con Amap e Regione, stipendi di gennaio sbloccati all'Iacp

I 120 dipendenti erano rimasti senza la retribuzione a causa di una vertenza con l'acquedotto, che vanta un credito di 16 milioni di euro di bollette non pagate da parte di occupanti abusivi di immobili dello Zen. I sindacati: "Adesso si nomini un Cda"

Si sbloccano gli stipendi di gennaio per 120 dipendenti dell'Iacp, Istituto autonomo case popolari, ma più che altro si avvia a conclusione un contenzioso lungo 20 anni. E' stato infatti raggiunto l'accordo con la Regione e l’Amap, che ha consentito di ottenere dal Tribunale la revoca del pignoramento del conto corrente dell'istituto e quindi il pagamento delle retribuzioni.

La transazione prevede il saldo del debito dell'Istituto, pari a circa 15 milioni, in tre fasi: subito un acconto di oltre 5 milioni resi disponibili dalla Regione a valere sui fondi ex Gescal, una rateizzazione di cinque anni ed una "maxi-rata" finale da 8 milioni circa. A sbloccare lo stallo di una vicenda che aveva portato a diverse sentenze, decreti ingiuntivi e pignoramenti è stata una modifica normativa, proposta all'Ars dall'assessore regionale Marco Falcone, che ha appunto permesso l'utilizzo dei fondi Gescal. Già stamattina, Amap ha chiesto al Tribunale di procedere allo sblocco dei conti correnti dell'Istituto e nei prossimi giorni sarà erogata dall'Iacp la prima rata prevista dall'accordo.

All'atto di sottoscrizione dell'accordo, il commissario dell'Iacp Fabrizio Pandolfo ha sottolineato che "questo è un momento importante per l'Istituto che chiude finalmente una vicenda che si è trascinata per troppo tempo. Ora dobbiamo lavorare, con Amap e con il Comune, perché vi sia una gestione ordinaria regolare per evitare il ripetersi di questi problemi". Stesso proposito è stato espresso dall'amministratore di Amap, Alessandro Di Martino, che ha sottolineato come "la collaborazione avviata con l'attuale vertice dell'Iacp ci deve portare a trovare tutti insieme una soluzione a regime. E' anche un modo per garantire a tutti coloro che vivono allo Zen la possibilità di avere un servizio continuo nel tempo".

L'assessore Marco Falcone, che ha partecipato alla firma della transazione si è detto "soddisfatto del risultato raggiunto e contento di aver contribuito, con tutta la Giunta ed il supporto dell'assemblea regionale, a trovare la soluzione normativa al problema". Stessa soddisfazione e apprezzamento per la collaborazione istituzionale sono venuti dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, secondo cui "il dialogo e la sinergia fra Regione e Comune hanno finalmente permesso di risolvere una questione spinosa, sperando che si possa proseguire su questa strada anche nei processi di regolarizzazione delle posizioni degli abitanti del quartiere".

I lavoratori dell'ente erano rimasti a tasche vuote a causa della vertenza fra lo stesso Iacp e l'Amap, che vantava un credito di circa 15 milioni di euro di bollette dell'acqua non pagate da parte di occupanti abusivi di immobili dello Zen. 

"Adesso però è prioritario nominare un cda che metta l'Iacp nelle condizioni di funzionare al meglio, nell’interesse degli oltre cento lavoratori e dei cittadini”. Lo dicono Lillo Sanfratello (Cgil Fp), Rosa Ciambra (Cisl Fp), Salvatore Sampino (Uil Fpl) e Nicolò Scaglione (Csa-Cisal). "Ringraziamo tutti gli attori istituzionali coinvolti e in particolar modo il commissario straordinario dello Iacp di Palermo Fabrizio Pandolfo - continuano i sindacati -. Superato il problema dell'erogazione delle retribuzioni, che era fondamentale, adesso bisogna passare a una fase di rilancio dell'istituto, attraverso la ricostituzione di una piena governance che consenta di guardare al futuro con maggiore serenità".
 

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