Giornale di Sicilia, 31 poligrafici a un passo dal licenziamento: "Mattarella aiutaci tu"

Il periodo da incubo dei lavoratori: "Mentre si sente l'odore di vacanze e tutto rallenta, c'è aria calda e voglia di riposo, per noi questo luglio è il più duro di sempre, non certo all'insegna del divertimento"

I poligrafici del Giornale di Sicilia

Non si ferma la battaglia dei poligrafici del Giornale di Sicilia. Per 31 di loro infatti è stato annunciato il licenziamento dal primo di agosto. Il tempo stringee cresce anche l'angoscia dei lavoratori. Che oggi sono tornati a farsi sentire con un post pubblicato sulla pagina Facebook creata appositamente in queste settimane: "La crisi di carta". L'intento è quello di spostare tutto da Palermo a Messina. In via Lincoln sono stati annunciati 31 esuberi su 43 unità. Sono giorni caldissimi, non solo meteorologicamente.

"Siamo a luglio inoltrato - scrivono i poligrafici -. Il mese in cui finalmente si sente l'odore di vacanze, tutto rallenta, aria calda, voglia di riposo. Ma per noi questo luglio è il più duro di sempre, non certo all'insegna del divertimento. Gli ultimi dieci giorni ci hanno visti impegnati in assemblee, uno sciopero di due giorni, un incontro col sindaco e riunioni con le organizzazioni sindacali. Molto importante aver ricevuto il sostegno di Orlando, il quale prendendo atto della difficile situazione di noi poligrafici, si è detto disposto a coinvolgere le istituzioni affinché si possano trovare soluzioni concrete per il mantenimento della sede palermitana e per garantire i livelli occupazionali, un impegno che la stessa azienda aveva promesso di assolvere attraverso il rilancio del quotidiano".

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A seguito dell'incontro, spiegano i poligrafici, il sindaco ha ricevuto anche l'editore. "Ma cosa si siano detti nessuno lo sa - aggiungono -. Non siamo dunque rimasti con le mani in mano. Abbiamo scritto una lettera a Mattarella, oltre che al Presidente della Regione e al Ministero del lavoro. Apparentemente tutto va come deve andare ma i giorni sono davvero pochi ormai e noi aspettiamo la cosa più importante, che il Dipartimento del lavoro convochi azienda e sindacati per l'esame congiunto relativo alla richiesta di cassa integrazione, per sapere che fine facciamo. E' una attesa difficile, e quell'odore di vacanza è ancora lontano, qualcuno è riuscito a partire per una viaggio prenotato in tempi non sospetti, pensando che forse sarà l'ultimo che si può permettere. Per la maggior parte di noi invece l'unico mare che si intravede è quello pieno di guai in cui ci stanno cacciando. Aspettiamo i soccorsi, fiduciosi".
 

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