Venerdì, 23 Luglio 2021
Economia

Furti d'identità e frodi creditizie, a Palermo boom di casi: seconda in Italia

Lo studio ha evidenziato che nei primi sei mesi dell’anno in corso sono stati oltre 11 mila i casi rilevati in Italia. Sicilia al primo posto assoluto della graduatoria nazionale

Le frodi creditizie messe a segno mediante furto di identità - con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – si confermano un fenomeno dalle dimensioni a dir poco preoccupanti, in particolare relativamente al credito al consumo.

Sulla base di quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio CRIF sui Furti di identità e le Frodi Creditizie, nei primi 6 mesi dell’anno in corso sono stati oltre 11.000 i casi rilevati, contro una media che nel corrispondente semestre dei 2 anni precedenti si era invece attestata intorno alle 8.000 unità. Per quanto riguarda l’importo medio delle frodi, è risultato pari a 7.047 euro, per un valore complessivamente stimato superiore agli 80 milioni di euro. La dimensione di questo fenomeno, spesso sottovalutato, può essere colta anche attraverso il confronto con il numero di rapine ai danni degli istituti di credito, che nell’intero anno 2016 sono state solamente 360 sull’intero territorio nazionale.

Per quanto riguarda nello specifico la Sicilia, sono stati ben 2.021 i casi di frode registrati nel I semestre 2017, dato che posiziona la regione al 1° posto assoluto della graduatoria nazionale, seguita da Campania (1.798 casi) e Puglia (1.261 casi). L’impennata del fenomeno è impressionate considerando che nel corrispettivi periodo del 2016 i casi rilevati erano stati 747.

A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato a Palermo, con 857 casi (che la collocano al 2° posto nel ranking nazionale) alle spalle di Napoli. Nei primi 6 mesi del 2016 le frodi rilevate erano state poco più di 200.

L’Osservatorio CRIF presenta anche un’analisi del profilo delle vittime di furto di identità utilizzato per portare a termine una frode creditizia. Nello specifico, la distribuzione dei casi per sesso evidenzia, ancora una volta, la preponderanza di uomini, con il 56,5% dei casi anche se rispetto al primo semestre 2016 crescere sensibilmente l’incidenza delle frodi subite da donne (+16%). Osservando invece la distribuzione delle frodi per classi di età, prosegue la tendenza già evidenziata nelle precedenti rilevazioni, con la crescente incidenza dei casi tra vittime di età medio bassa: i maggiori incrementi, infatti, sono quelli rilevati nella fascia compresa tra i 18 e i 30 anni (+9,1%) e in quella tra 31 e 40 anni (+6,9%) mentre diminuisce sensibilmente l’incidenza dei casi tra i 51-60enni (-8,2%) e tra gli over 60 (-6,7%).  

“Frodi creditizie e truffe online stanno diventando la nuova piaga del crimine: se le rapine in banca sono in continua diminuzione, registriamo infatti l’inarrestabile ascesa di nuove tipologie di reati che sfruttano la tecnologia e la possibilità di effettuare operazioni online – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. I giovani risultano particolarmente esposti ai furti di identità online, anche per la quantità di dati spesso condivisi in modo eccessivamente disinvolto su Internet e sui social media, ma tutti senza eccezioni siamo vulnerabili al rischio di subire una frode creditizia. Soprattutto in questo periodo di acquisti natalizi, che tipicamente vede una impennata dei casi, è bene alzare il livello di guardia”.

La tipologia prevalente di beni acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento si conferma essere quella degli elettrodomestici, che arrivano a spiegare il 38% dei casi. Al secondo posto si piazza la categoria delle auto e moto, che arrivano a pesare per il 9,1% sul totale, seguita dalle spese per immobili e ristrutturazioni (8,4%). Da sottolineare il costante aumento dei casi che hanno come oggetto l’acquisto di trattamenti estetici/medici (+12,2%, anche se si fermano al 4,2% del totale).

Il prestito finalizzato continua a fare la parte del leone, con il 56,5% dei casi di frode che interessano questa tipologia di prodotto creditizio. 
Al contempo prosegue l’aumento significativo anche delle frodi perpetrate su carte di credito, che nel I semestre 2017 fanno registrare un eloquente +78,7% rispetto ai primi 6 mesi del 2016 arrivando a spiegare quasi il 30% del totale mentre i casi relativi ai prestiti personali calano del -15,7%.

L’Osservatorio CRIF segnala come l’utilizzo della carta di identità risulti il documento identificativo principalmente utilizzato nei casi di frode creditizia (oltre l’80% del campione totale). In particolare, si tratta di carte di identità contraffatte oppure valide ma non riconducibili al soggetto cui sono intestate. Una quota parte, invece, riguarda documenti per i quali risulta una denuncia per furto o smarrimento. 
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