Fondi europei, 150 miliardi di euro a favore delle imprese dell'Unione

Nell'ambito del road show organizzato da Confcommercio hanno partecipato anche gli eurodeputati Cicu, Pogliese e Giuffrida

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Dare fondo ai fondi: come usare al meglio le opportunità dell'Unione europea” è il tema dell’incontro organizzato da Confcommercio-Imprese per l’Italia e Confcommercio Palermo che si è svolto nel capoluogo siciliano. Un vero e proprio “road-show” che ha già toccato Torino (Nord-Ovest), lo scorso 19 maggio, e che dopo Palermo (circoscrizione insulare), approderà il 15 settembre a Pordenone (Nord-Est), il 19 settembre a Pistoia (Centro) e lunedì 16 ottobre a Bari (Mezzogiorno). La chiusura del “road-show” è prevista a Bruxelles mercoledì 29 novembre.

Hanno partecipato Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio Palermo e presidente nazionale Terziario Donna, Alessandro Albanese, presidente Camera di Commercio Palermo ed Enna, Francesco Rivolta, direttore generale Confcommercio, Alberto Marchiori, incaricato per le politiche Ue Confcommercio, Sergio Marino, vice sindaco di Palermo e assessore alle Attività produttive, Vittorio Calaprice, analista politico e relazioni istituzionali della rappresentanza della Commissione europea in Italia. Presenti anche gli eurodeputati eletti nella Circoscrizione Insulare Salvatore Cicu, Michele Giuffrida, Salvo Pogliese.

“Questo road show vuole facilitare la partecipazione delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti ai bandi europei e l’utilizzo degli strumenti finanziari messi a disposizione dall’Ue. Confcommercio anche fuori dal disfattismo sterile euroscettico vuole fare la sua parte perché crede in un’Unione europea che debba essere davvero la casa comune di tutte le imprese e di tutti i cittadini dei Paesi Membri”, ha sottolineato la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio. “Vogliamo contribuire alla crescita dell’attività e della cultura imprenditoriale, anche tramite la promozione e l’impiego delle opportunità di sviluppo per le imprese offerte dall’Ue. Senza un terziario di mercato più produttivo – ha aggiunto Di Dio - sarà difficile creare nuova ricchezza, nuovo benessere, nuove forme di solidarietà sostenibili e durature in Europa e siamo consci che lavorare per migliorare l’imprenditoria attraverso programmi di finanziamento, aumento dell’occupazione, crescita e competitività è nell’interesse di tutti noi. E questa tappa a Palermo, per le Isole Sicilia e Sardegna, a Sud del Sud ha un una ulteriore valenza. Emblematica da un lato per il ritardo e l’inefficienza che scontiamo e dall’altro per l’importanza del valore dei fondi a disposizione della nostra regione Sicilia. Senza Sud non si esce dalla crisi e l’Italia non potrà riprendere a crescere senza la spinta del Sud che potrebbe rappresentare il motore della ripresa. Da 394.500 imprese del 2007 oggi ne contiamo 365.500, trentamila in meno e ciò che è peggio di questo saldo tra aperture e chiusure, è che hanno chiuso tante aziende strutturate e con numero maggiore di addetti, rispetto alla nascita di piccolissime e micro imprese. La tappa di Palermo è tristemente emblematica – ha proseguito Di Dio - anche perché mentre su scala nazionale si registra qualche timido segnale di ripresa, la Sicilia resta in vetta alla classifica nazionale delle regioni con il più alto tasso di disoccupazione come dagli ultimi dati elaborati dall’Istat. Anche perché spendere bene questi soldi può essere sufficiente per fare una differenza significativa in termini di crescita dell’intera Italia. Spendere bene queste risorse non ha un colore politico. Per riuscirvi abbiamo bisogno di organizzazione. Di persone competenti e di incentivi che premino chi ottiene risultati e scoraggino chi spreca. In realtà per gestire le politiche di sviluppo occorre forse più un’impostazione che parta dalle aziende e per le aziende come quella che stiamo cercando di mettere in campo noi di Confcommercio, con senso di responsabilità e concretamente. Non possiamo più perdere tempo. L’obiettivo del road show – ha continuato Patrizia Di Dio - è una mobilitazione che parte dalla nostra struttura Confcommercio di Bruxelles e coinvolge le nostre organizzazioni provinciali, i politici, gli europarlamentari per fare formazione nelle nostre strutture territoriali, per accorciare le distanze tra l’Europa e i territori e ridare fiducia al sistema Europa, per far comprendere alle nostre imprese quali possono essere le opportunità, per continuare anche l’attività di sensibilizzazione delle politiche europee che spesso hanno tenuto a torto i nostri settori ai margini”, ha concluso Patrizia Di Dio.

“L’Europa del futuro deve porsi quale unione sovranazionale in grado di guidare i processi economici e politici di tutti gli Stati che ne fanno parte e solo così potrà continuare ad essere quel motore propulsivo e generativo di opportunità per i cittadini e per le imprese”, ha detto ha detto Francesco Rivolta, direttore generale di Confcommercio. “Confcommercio è convinta che la crescita e il futuro dell’Italia passano necessariamente attraverso l’Unione, così come è consapevole che sono uniche ed importanti le opportunità che essa offre alle imprese che hanno bisogno di essere guidate all’interno di questo percorso d’innovazione. Questo road show – ha aggiunto Rivolta - attesta il nostro impegno, anche con il supporto degli uffici confederali di Bruxelles, negli ultimi anni ci siamo resi protagonisti contribuendo sia alla programmazione dei fondi strutturali, sia organizzando eventi istituzionali che ci hanno consentito di portare all’attenzione della politica europea questioni rilevanti per le nostre imprese. L’Europa per le nostre imprese resta sempre una prospettiva fondamentale”.

“Nella programmazione 2014-2020 sono previsti in tutta Europa più di 150 miliardi di euro a favore delle piccole e medie imprese”, ha detto Vittorio Calaprice, della Commissione europea in Italia. “L’insieme delle attività legate all’accesso delle informazioni e all’utilizzo dei fondi europei va strutturato attraverso iniziative che facciano massa critica tra i vari soggetti. La Sicilia deve sempre più individuare forme di collaborazione tra soggetti diversi – ha aggiunto Calaprice –. Affrontare i programmi e i bandi europei significa mettere insieme risorse umane e finanziarie per un progetto condiviso con più soggetti, perché è bene ricordare che una singola impresa non può più partecipare ai singoli bandi. Con Confcommercio affrontiamo le opportunità per far comprendere che è necessario creare forme di rete a livello europeo, di network. Occorre diffondere una cultura della progettazione a livello territoriale, per ottenere progettazione di qualità. E la Sicilia è una terra ricca di capacità e risorse umane che possono essere messe a disposizione delle imprese per realizzare progetti relativi alle linee di intervento come trasporti, energie rinnovabili, digitalizzazione e cultura”, ha concluso Calaprice.

“La programmazione europea 2014/2020 è ancora aperta e può contare su ingenti risorse economiche. È un peccato non utilizzare al meglio quest’opportunità importante per lo sviluppo”, ha detto l’europarlamentare del Ppe Salvatore Cicu, che ha sottolineato la necessità di una maggiore sinergia fra lo Stato membro e l’Unione europea. “Occorre conoscere appieno - ha detto Cicu - i meccanismi che regolano il sistema europeo, in modo da poter essere protagonisti dei mercati globali”. “Lo stanziamento complessivo dei bandi europei gestiti dalla Regione siciliana ammonta a 8,5 miliardi di euro. Se i relativi bandi venissero pubblicati gradualmente nei 7 anni del programma, rappresenterebbero l’1,7 % del Pil regionale”, ha sottolineato l’eurodeputato del Ppe Salvo Pogliese. “Ecco perché non possiamo più permetterci i grandi errori del passato e l’enorme ritardo del presente. Un plauso – ha aggiunto Pogliese - va a Confcommercio per questa lodevole iniziativa che accende i riflettori sui bandi diretti, gestiti dalla Commissione Europea senza la mediazione della Regione, importantissimi strumenti per i nostri imprenditori ma al momento poco utilizzati”.

“Dispiace oggi registrare l’assenza dell’interlocutore Regione sarebbe stato davvero utile il confronto su un tema importante come quello della spesa dei fondi europei. I fondi ci sono, bisogna spenderli e spenderli bene - ha affermato Michele Giuffrida, eurodeputato del Pd e componente della Commissione per lo Sviluppo regionale a Bruxelles –. Ma per farlo serve maggiore professionalità, oggi molti fondi non vengono spesi perché manca il know-how specifico. Non è possibile poi continuare a usare questi fondi per la spesa corrente. Attenzione anche alla prossima programmazione – ha avvertito Michela Giuffrida -: ci saranno meno fondi per le regioni in ritardo di crescita e in quanto relatrice del rapporto metterò nero su bianco che non accetteremo nessun taglio alla Politica di coesione. Non legheremo i fondi europei alle politiche economiche, perché così facendo ne faremmo uno strumento punitivo”, ha concluso Michela Giuffrida.

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