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Venerdì, 14 Giugno 2024
Economia

Flash mob con occupazione simbolica all'Aran

A inscenarlo è stato il sindacato autonomo Cobas/Codir per manifestare "ancora una volta la propria contrarietà a una situazione che sarebbe insostenibile sopportare ancora"

Flash mob con occupazione simbolica all'Aran, a Palermo. A inscenarlo è stato il sindacato autonomo Cobas/Codir per manifestare "ancora una volta la propria contrarietà a una situazione che sarebbe insostenibile sopportare ancora".

"Ieri pomeriggio, nonostante il governo regionale, come dichiarato nei giorni scorsi dall'assessore alla Funzione pubblica Andrea Messina, stia provvedendo a nominare la nuova Aran Sicilia per potere procedere al rinnovo contrattuale e alla riclassificazione del personale - si legge in una nota del sindacato -, il commissario straordinario pro-tempore dell'Aran ha convocato le organizzazioni sindacali sulla base di direttive emanate dal precedente governo Musumeci. Direttive che non consentirebbero il necessario processo di riforma della Regione siciliana e del suo personale senza neanche garantire aumenti in linea con quelli del corrispondente contratto di lavoro degli statali".

"Si faccia presto e si proceda nel più breve tempo possibile alla designazione dei componenti dell'Aran - conclude il Cobas/Codir - per garantire aumenti economici dignitosi al personale, una improcrastinabile riclassificazione del personale nel nuovo sistema classificatorio e il successivo e conseguente sblocco delle assunzioni". 

Queste - a margine di un incontro nella sede dell'Agenzia in via Trinacria - invece le dichiarazioni di Paolo Montera e Fabrizio Lercara della Cisl Fp Sicilia, Gaetano Agliozzo e Salvo Lipari della Fp Cgil, Maurizio Camarda e Gianni Borrelli della Uil Fpl, Ernesto Lo Verso e Marco Schillaci dell’Ugl e Fulvio Pantano del Sadirs: "Apprezziamo l’apertura del commissario straordinario dell’Aran Sicilia, fermo restando che auspichiamo che l’Agenzia torni, subito, nel pieno delle funzioni con la nomina al completo del comitato direttivo. Dal governo - aggiungono - ci attendiamo che sia data dignità al comparto del personale regionale che, nel 2023, non ha visto rinnovare ancora il Contratto collettivo per il triennio 2019-2021. Un contratto, quindi, già scaduto da tempo e già rinnovato in tutto il resto d’Italia, dove si sta lavorando per raggiungere l’intesa anche per l’area della dirigenza".

I sindacalisti sottolineano che "nel frattempo l'inflazione mette a dura prova da mesi l'economia e i regionali stanno affrontando la crisi economica con una grave perdita del potere d'acquisto, con la metà dei lavoratori che ha stipendi di circa mille euro". Inoltre, i dipendenti della Regione vivono "un gap con il resto dei lavoratori pubblici, visto che le seppur minime risorse, per le quali chiediamo che vengano superati gli attuali limiti stringenti affinché vengano aumentate, per la riclassificazione e l’incremento del salario accessorio sono oggetto di una ennesima impugnativa".

"Chiediamo - proseguono le sigle - con forza al governo regionale una maggiore attenzione verso i suoi lavoratori e che decida cosa farne. Lo dica chiaramente, visto che non ha neanche ancora promulgato un completo comitato direttivo e che è impensabile che, da solo, pur con tutta la buona volontà dimostrata, il commissario possa portare a termine, oltre alla gestione ordinaria, tutte le urgenze come il rinnovo del contratto collettivo regionale di lavoro, il rinnovo del contratto della dirigenza, la riclassificazione del personale, l’accordo sull'utilizzo delle risorse dell’accessorio della dirigenza".

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