Economia

Lavoro, Mannino (Flai Cgil): "Settore agroalimentare determinante per la Sicilia"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Un Piano del lavoro “che abbia come architrave il settore agroalimentare- ambientale e come presupposto la dignità del lavoro”. E “una nuova politica forestale che fissi le linee guida per i prossimi 20 anni  e istituisca  un’unica governance del settore. Inoltre, il riordino e il rilancio degli enti di servizio all’agricoltura, come i Consorzi di bonifica”. Sono le richieste che il segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha lanciato all’indirizzo della Regione dal palco del VII congresso regionale della categoria dei lavoratori dell’agroindustria della Cgil. 

“E’ fondamentale valorizzare l’agroindustria come una delle principali vocazioni produttive della Sicilia - ha detto Mannino - lavorando per il superamento dei punti di debolezza e per la qualità e la dignità del lavoro in un settore dove imperversano lavoro nero e sfruttamento. Stessa cosa va fatta per il settore forestale, i cui lavoratori insostituibili sentinelle contro il degrado ambientale e gli incendi - ha sostenuto- passati negli ultimi 15 anni da 35 mila a 21 mila, troppo spesso sono stati bersaglio di luoghi comuni che puntano a inscrivere nell’orbita dell’assistenzialismo la loro attività. Chiediamo la stabilizzazione della spesa nel settore e di giungere a due livelli occupazionali".

Per quanto riguarda l’agricoltura, il segretario della Flai ha sottolineato la “necessità di una politica di filiera puntando al superamento delle vischiosità e dei ritardi che riguardano ognuna di esse. Cisono diseconomie che riguardano la produzione – ha detto- ma anche il commercio e tutti i servizi che mancando di una domanda aggregata si caratterizzano per scarse finalizzazioni, ripetitività e scarsa efficienza”. A dimostrazione, il fatto che benchè l’agricoltura siciliana sia al “secondo posto dopo la Lombardia  per valore aggiunto ai prezzi base, l’industria siciliana per produzione, commercializzazione e trasformazione è al sesto posto”. Per Mannino “punto cruciale è una svolta nell’utilizzo dei fondi comunitari destinati alla politica rurale, indirizzando le risorse su misure volte a favorire la concentrazione dell’offerta produttiva e sostenendo quei progetti di filiera che vanno dalla produzione alla commercializzazione dei prodotti, passando per la trasformazione. Non esiste Regione – ha sostenuto Mannino - che possa vantare come la Sicilia una tale gamma e di calendari di produzioni agricole e una tale ricchezza di produzioni tipiche e di alta qualità. Parliamo di 28 produzioni a denominazione d’origine, 17 della quali a denominazione d’origine protetta (dop) e le 11 a indicazione geografica protetta (Igp) che costituiscono – ha detto- un importante punto di forza della competitività regionale. Per produzione biologica - ha aggiunto- la Sicilia è al primo posto nel Paese e questi elementi fanno del sistema agroalimentare siciliano quello di qualità potenzialmente più importante del nostro Paese”. Per il suo decollo, ha sottolineato, “occorre però superare le criticità e tra queste l’alta incidenza di lavoro nero, di sommerso, di precariato e sfruttamento, temi su cui la Flai è impegnata con le iniziative del ‘sindacato di strada’, fatto di incontri con i lavoratori nei campi e nei luoghi di raduno, campagne di informazione e denunce”. In Sicilia, secondo le stime della Flai, una giornata di lavoro su due non è regolare, i lavoratori italiani lavorano 8/10 ore al giorno con una paga che non supera i 40 euro, gli stranieri sono costretti a 10-12 ore al giorno di lavoro percependo dai 25 ai 35 euro e le donne vengono pagate ancora meno. “Il mercato delle bracci - ha rilevato Mannino - in tante zone è in mano ai caporali in combutta con la mafia. Ecco perché abbiamo chiesto all’Inps regionale, assieme a Fai e Uila, di attivare tutte le procedure per l’istituzione delle Sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità e all’assessorato regionale di svolgere un ruolo attivo per il superamento dei ritardi”. 

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