Economia

Fiat di Termini, garanzie per esodati L’indotto verso la cassa integrazione

L'incontro è durato quasi 4 ore. Gli oltre 600 esodati Fiat e Magneti Marelli saranno inseriti tra i 55 mila previsti dal decreto sulla Spending Review. Secondo anno di cig per gli altri 1.600. Malore per un rappresentante

Una lunga ed estenuante discussione quella condotta ieri pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico. Il tavolo convocato a seguito dell'intervento del prefetto di Palermo è iniziato alle 12 e si è concluso alle 15.30, con più speranze che certezze per i lavoratori Fiat di Termini Imerese. Quasi quattro ore per decidere le sorti dei 2.200 dipendenti lasciati a casa da Fiat dalla fine dello scorso anno.

La piccola buona notizia appresa a margine dell'incontro riguarda l'inserimento degli oltre 600 esodati Fiat e Magneti Marelli tra i 55.000 previsti dal decreto sulla Spending Review. La scadenza per la definizione del provvedimento attuativo è prevista per 8 ottobre 2012, ma a quanto pare la firma per inserire anche i dipendenti della Sicilfiat sarebbe arrivata in extremis. Ciò garantirebbe, almeno sulla carta, un secondo anno di cassa integrazione per gli altri 1.600, in scadenza il 31 dicembre 2012.

Ma intanto la Lear, un'azienda dell'indotto Fiat, ha già annunciato la mobilità dal 1 gennaio 2013 per 170 suoi dipendenti, e il licenziamento degli altri. Il nodo della questione è che la società ha esaurito la cassa integrazione e non può accedere a quella in deroga perché la Regione Sicilia, secondo quanto spiegano fonti sindacali, non sarebbe in regola con i contributi sulla cassa degli anni precedenti.

Tale provvedimento, secondo i rappresentanti sindacali presenti a Roma, è da bloccare immediatamente. Per questo, la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro con i vertici della società. Per le altre cinque aziende dell'indotto, si valuterà una cassa integrazione in deroga che dipenda direttamente dal ministero.

Riguardo al progetto di subentro, l'unico superstite scelto da Invitalia, DR Motors è stato definitivamente accantonato. Insieme ad esso anche quello della casa automobilistica cinese Chevy che non accetta le condizioni del governo se non in appoggio alla società molisana di Di Risio. Il Governo starebbe dunque cercando altri investitori, ma al momento non ne sono stati segnalati. E' stata fissata per questo la data limite del 31 dicembre 2012, poco meno di tre mesi, entro cui saranno cercate e valutate soluzioni offerte da altre case automobilistiche.

Dal 1° gennaio il discorso auto, a Termini Imerese, potrebbe essere accantonato. Assolutamente contrari i rappresentanti sindacali presenti all'incontro: “Dobbiamo continuare a produrre auto”. La trattativa è finita nel caos. Durante le discussioni concitate, uno dei 50 rappresentati di Termini Imerese presenti a Roma, ha avuto un malore ed è stato trasportato in ambulanza in ospedale, dove in questo momento i colleghi lo hanno raggiunto.
 

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