Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia Calatafimi / Piazza Indipendenza

Edilizia in crisi in Sicilia, operai e imprenditori in piazza

Le associazioni di categoria sono scesi in corteo stamattina per una manifestazione di protesta a carattere regionale da piazza Marina a piazza Indipendenza. Chiedono un incontro con Crocetta. "In 4 anni 50 mila licenziamenti"

Protesta degli edili a piazza Indipendenza - foto Mario D'Angelo

Edilizia in crisi sull’isola e 50 mila operai licenziati in quattro anni. Per questo le associazioni di categoria degli edili Ance Sicilia, Aniem Confapi, Cna Costruzioni, Anaepa Confartigianato, Legacoop, e i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil sono scesi in piazza stamattina per una manifestazione di protesta a carattere regionale.

Migliaia le persone che hanno sfilato nel corteo partito da piazza Marina – dove si sono ritrovati i pullman provenienti da tutte le province dell’Isola – arrivato a piazza Indipendenza. “In quattro anni – denunciano imprenditori e sindacati - sono stati licenziati in Sicilia oltre 50 mila operai edili diretti e 30 mila dell’indotto”. Davanti a Palazzo d'Orleans si è tenuto un comizio dov'è intervenuto tra gli altri Massimo Trinci, Segretario Generale Feneal Uil.

Nel suo intervento il leader edili UIL ha ribadito con forza la necessità di far ripartire il settore “quello che chiediamo non è solo una risposta in termini di crescita e sviluppo del lavoro – ha precisato - ma un impegno che coinvolga le parti sociali per sostenere ed affermare un modello diverso del costruire che punti a sostenibilità, qualità e legalità del lavoro. ll settore – ha spiegato il segretario - ha bisogno di liquidità innanzitutto, per riprendere a crescere e rimettere in moto lavoro e produttività, per questo partire dall’edilizia, che può fare da traino allo sviluppo di tutta l’economia, significa pagare subito i debiti contratti dallo Stato nei confronti delle aziende (90 miliardi di cui circa 25 alla sola edilizia) ed impegnarsi seriamente sul fronte della manutenzione e riqualificazione, difesa e tutela del territorio. Quest’ultima è una priorità di fronte alla quale non si può soltanto continuare a parlare ma si deve agire e lo dico da questo palco in questa splendida città che ha perso tanto con la crisi – ha aggiunto Trinci - e che si trova in una delle regioni in cui più alto è il rischio sismico.”  
   
DATI SICILIA  
Trinci ha ricordato a tal proposito che la Sicilia, insieme a Campania e Calabria, è tra le aree di maggiore rischio sismico con quasi 5000 scuole e 400 ospedali a rischio che necessitano di essere ristrutturati. “Non possiamo ignorare i dati ma soprattutto le catastrofi che ci hanno colpito eppure si continua a costruire male. L’Istat comunica che in Sicilia, nel quadriennio 2007 -2011, su 100 edifici costruiti circa 35 sono stati edificati senza rispettare le regole. Non è solo un dovere morale recuperare il nostro patrimonio edilizio e chiedere rispetto delle regole - aggiunge Trinci – ma un’occasione per dare lavoro a migliaia di lavoratrici e lavoratori e migliorare la qualità di vita di tutti noi.

Riportando alcuni dati sulla crisi delle costruzioni in Sicilia il segretario Feneal Uil ha concluso “Negli ultimi tre mesi del 2013 rispetto al 2012 i lavoratori del settore sono diminuiti nella regione del 29% (35% nella sola città di Palermo) mentre le ore lavorate sono calate del 38% (- 44% a Palermo). Ristrutturare costa meno che ricostruire., questo può essere un punto di partenza e di svolta per tutto il Paese e per il territorio siciliano. 

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