Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia Palazzo Adriano / Via Emanuele Notarbartolo

L'edicola abbandonata in via Notarbartolo: "Una delle tante a Palermo, vanno rimosse"

Il consigliere comunale di Sinistra Comune Marcello Susinno, tramite un atto ispettivo chiede di conoscere i numeri delle attività in città ormai cessate (per lo più nella zona nord): "Eliminarle o riutilizzarle". Il caso emblematico della struttura a due passi da piazza Ziino

Chiudono numerose attività ma le edicole rimangono lì al loro posto per anni in evidente stato di abbandono. Il caso più emblematico? Quella abbandonata in via Notarbartolo, nei pressi di piazza Ottavio Ziino, proprio a ridosso di una delle fermate del tram. E adesso il consigliere comunale di Sinistra Comune Marcello Susinno, tramite un atto ispettivo chiede di conoscere i numeri delle edicole in città cessate (per lo più nella zona nord).

"Le edicole - dice Susinno - possono essere riutilizzate non solo per la vendita di giornali e riviste, ma come siti per offrire una serie di servizi come ritiro pacchi, certificati anagrafici e catastali e altri servizi affini, insomma un ripensamento che coinvolgerebbe anche quelle attive per arginare un declino senza freni. Il Comune di Firenze - continua Susinno - fu primo in Italia che ha adottato provvedimenti ad hoc in questo senso correlando a ciò un abbattimento dei costi di occupazione del suolo pubblico".

"Intendo sotto tale aspetto – continua Susinno - sollecitare l'amministrazione a riutilizzarle, in particolar modo la storica rivendita di giornali e riviste di via Notarbartolo, che per anni è stata aperta anche ventiquattro ore su ventiquattro, ma oggi tristemente chiusa da tempo, che serve da supporto per “ospitare” contenitori per il conferimento di differenziata, in pieno contrasto con le opere di riqualificazione e restyling del Comune rese in ragione anche della presenza dell’adiacente fermata del tram. Certo è che così non possono rimanere, sono necessari dei provvedimenti - conclude Susinno – peraltro ho chiesto nell’atto ispettivo, sempre rispetto alle edicole-chiosco non operanti, dato che occupano suolo pubblico, di sapere se il Comune acquisisce o meno, a seguito della documentata inoperatività, la proprietà del chiosco".

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