L'economista Galloni a Palermo: "Pensare a un'Europa diversa"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Qual è il futuro che attende l'Europa in vista anche dei cambiamenti geopolitici nell'area del Mediterraneo? Catastrofe del capitalismo o rivincita del lavoro?

Questi ed altri temi sono stati trattati durante l'incontro, organizzato a Palermo dalla Consigliera Comunale Federica Aluzzo con l'economista Nino Galloni, autore dell'ultimo libro "L'economia imperfetta" (Ed. Novecento), a Palazzo Cefalà, moderato insieme all'editore Ottavio Navarra. Sono intervenuti anche l'assessore alla Partecipazione ed immigrazione Giusto Catania ed Adam Darawsha, presidente della Consulta della Culture. Nel corso dell'incontro si è concordato sull'idea che l'Unione Europea ha tradito le aspettative in quanto presenta un deficit in democrazia, mancando un confronto reale col popolo europeo che in realtà è un insieme di popoli e un deficit nella politica poiché nata su ragioni di natura economica e non su un'unica visione politica.

Durante i lavori si è parlato del futuro dell'Europa, "possibile se si riesce mantenere un equilibrio dei popoli insieme nelle diversità ed in questo i flussi migratori svolgono un ruolo importante, ma devono essere accompagnati da scelte politiche, economiche e sociali precise, altrimenti si rischia di alimentare la clandestinità come mezzo per abbattere il costo del lavoro. In questo Palermo è avanti con il documento voluto dal Sindaco Orlando che propone l'abolizione del permesso di soggiorno. Oggi invece diversi governi europei stanno rivedendo e sospendendo gli accordi di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e degli stranieri con visto degli Stati membri".

Il professore Galloni ha ricordato l'accordo di Khol e Mitterand che evitava alla Francia di dover svalutare la moneta e permetteva alla Germania l'unificazione, prevedendo che la Germania rinunciasse al Marco per una moneta unica e che, in cambio, la Francia ne accettasse la riunificazione. Un progetto preciso, nato su logiche di mercato, basate sulle esportazioni, che ha comportato perdita di forza e competitività dell'Italia e forte crisi nei paesi del Sud Europa, basti pensare alla Grecia.

Durante l'incontro palermitano si è parlato della possibilità di pensare a un modello economico diverso, e visto che il modello della decrescita, seppur buono negli obiettivi, non è sostenibile perché la popolazione è destinata ad aumentare e quindi non può esservi un calo demografico più forte del calo produttivo, lo stesso Galloni ha proposto due modelli: 1) il ritorno alle politiche Keynesiane espansive con un modello simile a quello che sta adottando adesso la Cina ed i paesi emergenti che favoriscono la crescita della domanda interna piuttosto che le esportazioni; 2) un modello non capitalistico, che metta al centro la qualità della vita e lo sviluppo di talenti, arte, cultura, tecnologie innovative, l'ambiente, la piena occupazione e non il risparmio e l'accumulo del denaro; in tal senso l'esportazione ci sarà solo se ci sarà eccedenza di produzione e avverrà secondo il prezzo internazionale assicurando la competitività.

"Si riporterebbe al centro la persona umana - ha spiegato - con la sua dignità, perché il lavoro non ha solo una funzione economica, ma anche sociale, di integrazione e di possibilità di sviluppo delle potenzialità e dei talenti individuali, in una parola di benessere sociale".

Molti sono stati gli interventi del pubblico, anche di chi vede la moneta complementare come possibilità di uscita dalla gabbia dell'euro così come proposto da alcune forze politiche di sinistra a livello europeo. In molti hanno concordato sul fatto che se il sogno europeo si è tradotto solo in politiche di austerità e rigore invece che di solidarietà, forse sarebbe meglio fare un passo indietro, recuperare la sovranità monetaria e politica degli Stati membri, non dare spazio all'oligarchia che oggi detiene il potere, per tentare di ridisegnare tutti insieme un nuovo modello di Europa, diverso dall'Europa dei tagli, del risanamento del debito nazionale quando quello mondiale è ben 55 volte il PIL, dei mercati e delle lobby della grande finanza quando la gente muore di fame o si suicida per i debiti e le imprese chiudono.

"Non c'è più tempo da perdere - ha concluso la consigliera Federica Aluzzo - l'unica possibilità di cambiamento può accadere da una presa di coscienza da parte del popolo. Se hanno tradito un sogno, il sogno va riconquistato. Insieme si può".

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