Economia

LETTORI. Fallisce azienda di Helg “Temiamo per i nostri arretrati”

Una dipendente scrive a PalermoToday. "Abbiamo paura che non ci verranno pagati gli stipendi degli ultimi due anni e il tfr. E nel frattempo la figlia apre una nuova attività". La replica: "I lavoratori saranno tutelati"

Roberto Helg

Di Piera Zagone

“L'azienda è fallita”. Una notizia devastante per tutti gli operai di qualsiasi piccola, media o grande impresa. Una notizia che lascia a bocca aperta un po’ tutti, soprattutto se il soggetto in causa è l’Helg spa. Il colosso palermitano da 40 anni nel settore dell'articolo da regalo, ma ancora più famosa perché il titolare del gruppo Roberto Helg ricopre la carica di presidente della Camera di commercio.

Ancor più a bocca aperta sono rimasti i dipendenti. Che sono rimasti senza lavoro e che temono adesso di non poter recuperare gli arretrati. E qualcuno di loro attacca Helg.

“I dipendenti dell'azienda, 15 per l'esattezza - scrive a PalermoToday Giuliana Arrigo, una delle impiegate - non riusciranno a recuperare mai gli stipendi arretrati che il dottor Helg negli ultimi 2 anni non ha pagato. Alcuni riusciranno a recuperare il Tfr e gli ultimi 3 stipendi attraverso il fondo di garanzia dell'Inps, ma per il resto si dovrà aspettare la vendita dei beni del fallimento. Beni che per qualsiasi fallimento, tutti sappiamo,  non sono mai adeguati a coprire i debiti”.

Ma non finisce qui. “Altre persone – spiega Arrigo - che dipendenti non sono, ma negli ultimi due anni hanno svolto tale mansione, mi riferisco a chi agente di commercio, con mandato di agenzia, è stato costretto a diventare commesso (perché nel frattempo aveva messo in cassa integrazione 9 persone), pur mantenendo tale contratto, andava a pagare iva, contributi, per avere 15 miseri euro al giorno”.

La ex dipendente di Helg ha altri dubbi. “Ora ci troviamo in  questa situazione – continua Arrigo - e chi vanta un credito per insinuarsi al fallimento, cosa doverosa, deve andare pure a pagare un avvocato per avere i propri soldi. Nel frattempo la figlia apre un nuovo negozio. Che inerenza ha? La figlia ha lavorato in azienda fino al fallimento, ma naturalmente avendo le spalle protette, può permettersi di aprire una nuova attività. E la casta continua ad avere sempre privilegi, che i comuni mortali non hanno. E chi ha 45, 55 anni non trova uno straccio di lavoro”.

Roberto Helg si difende affermando che la figlia aveva aperto l’azienda già prima del fallimento della sua e che di recente ha solo cambiato l’ubicazione. In merito al fallimento della sua azienda ha precisato: “Ho detto e ribadisco che i miei dipendenti saranno tutelati. Saranno pagati – assicura Helg - tutti gli stipendi e i tfr. L'azienda, fallita lo scorso 24 novembre, dispone di merce a sufficienza per garantire il pagamento dei debiti”.

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