Decreto rilancio, Confartigianato: "Alla liquidità deve seguire progetto di continuità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Una buona iniezione di liquidità alle piccole e medie imprese con il nuovo decreto del governo nazionale è stata data. Ma la liquidità finisce ben presto e adesso occorre andare avanti veloci”. È questo un primo commento del presidente di Confartigianato Sicilia, Giuseppe Pezzati.

"È stato sicuramente fatto tanto, si parla di due manovre in una. C’è stata una certa consistenza di immissioni di denaro per le imprese e le persone. Va ridotta la pressione fiscale e il governo nazionale con questo nuovo decreto qualcosa ha fatto. Occorre che ora la politica si concentri sulla riduzione del cuneo fiscale, perché quando i cassaintegrati rientreranno nelle aziende devono poter lavorare. La cassa integrazione è e deve essere una tutela per i lavoratori, non certo uno strumento per poi allontanare”.

Pezzati plaude allo stop dell’Irap considerandolo un “toccasana” per le aziende, una dimostrazione di vicinanza da parte dello Stato. “Ad ombrello, con il decreto ‘rilancio’, sono stati toccati un po’ tutti i settori. Dalle imprese alle persone, fino agli investimenti nella Sanità per dare il via a nuove assunzioni. Diciamo che questa manovra, abbinata alle linee guide fornite dall’Inail, dà ai nostri artigiani la possibilità di ripartire. Ma è proprio ora che occorre fare i conti con la realtà – dice Pezzati –, il modo di fare impresa è sicuramente cambiato, le aziende dovranno ben valutare costi e ricavi, e il ‘distanziamento’ è diventato il principio guida nelle relazioni e a tutti i livelli. A questo decreto ‘rilancio’ sicuramente deve far seguito un decreto ‘continuità’. Altrimenti si rischia di non aver concluso nulla”. Poco, pochissimo, è stato fatto sul fronte del turismo eppure l’estate è alle porte. “Voglio pensare – aggiunge il presidente – che il governo stia studiando dei piani più dettagliati per non fare morire le imprese del comparto del turismo. Ormai è certo che la Sicilia, ma anche nelle altre regioni così sarà, perderà almeno il 50 per cento delle presenze, quella fetta di turisti stranieri che non potranno più raggiungere la nostra terra. La strategia turistica va convertita, destagionalizzata, puntando a un’offerta 12 mesi su 12. Non basta la liquidità alle imprese, non basta anche se ben venga lo stop alla Tosap. Serve progettualità e continuità”.

E Pezzati conclude paragonando il riavvio delle imprese artigiane alla nascita delle start-up. “È come se tutto il comparto imprenditoriale – dice – abbia iniziato oggi con delle start-up, questi investimenti servono a ripartire. Ma il coraggio dell’imprenditore si vedrà nel proseguire, nella continuità. Una continuità di sviluppo tendente alla progettazione strategica che deve assolutamente essere garantita dal governo”.

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