Decathlon, il Comune smonta la tesi della burocrazia lumaca: "Il Suap ha deciso in 85 giorni"

L'amministrazione scandisce i tempi della pratica presentata dalla Roberto Abate spa, proprietaria del terreno di Tommaso Natale in cui c'era la Coca cola. Piampiano: "Istanza del 25 febbraio 2020, rigetto del 20 maggio". Il colosso dell'abbigliamento alla ricerca di un'altra area?

Sul caso Decathlon il Comune smonta la tesi della burocrazia lumaca. "Altro che due anni, il Suap si è pronunciato in 85 giorni". Così l'assessore comunale alle Attività produttive, Leopoldo Piampiano, dopo la bocciatura del progetto presentato dalla Roberto Abate spa, proprietaria del terreno di Tommaso Natale in cui un tempo c'era lo stabilimento della Coca cola, e non direttamente dal colosso francese dell'abbigliamento sportivo.

Piampiano interviene per sottolineare "la leggerezza con cui alcune affermazioni gravemente lesive dell'immagine della città sono state diffuse" oggi, quelle relative cioè "ai presunti due anni necessari per l'esame della pratica", e scandisce i tempi: "Il rigetto dell’istanza è del 20 maggio e l’istanza è del 25 febbraio 2020". Documenti alla mano, l'amminstrazione prova così a placare le polemiche scatenate dalle opposizioni ma anche da pezzi della maggioranza dopo il diniego del Suap.

Ma facciamo un opasso indietro. Nell'ottobre del 2018, Savatore Abate, legale rappresentante della Roberto Abate spa, presenta istanza di permesso a costruire al Suap. Il progetto prevede di riconvertire lo stabilimento ex Coca cola e ricovertirlo in un insediamento commerciale con l'obiettivo di cederlo a Decathlon. L'area però è classificata nel Piano regolatore come D1, ovvero categorie speciali a fine produttivo o speciale, nella fattispecie opificio (fabbrica). Dopo vari mesi di riunioni è la stessa società a presentare rinuncia "alla proroga di ultimazione dei lavori, interdetti a causa del sequestro conservativo del Tribunale e alla richiesta di permesso di costruire", sostituita da una nuova richiesta del 18 novembre 2019.

Scatta così un nuovo iter: gli uffici comunali chiedono integrazioni documentali che arrivano parzialmente e il 25 febbraio si arriva alla pratica numero 165142, bocciata il 20 maggio anche a causa del parere contrario dell’avvocatura comunale, che mette nero su bianco il cambio di destinazione d’uso.  “E' vero che in passato la stessa società aveva presentato altre domande - afferma l’assessore Piampiano - ma è altrettanto vero che la stessa società le aveva autonomamente ritirate o, nel penultimo caso risalente al 18 novembre 2019, non aveva adempiuto alle richieste di integrazione documentale e alle richieste di chiarimenti formulate dall’amministrazione, tanto che si è dovuto procedere al diniego per mancato riscontro alle domande del Suap".

Dopo il "no" del Suap però non tutto è perduto. Decathlon infatti avrebbe già fatto sapere di essere in cerca di un terreno idoneo per poter aprire un punto vendita in città. "Apprendiamo adesso - dice il sindaco Leoluca Orlando - che la società Decathlon ha confermato il proprio interesse ad avviare la propria attività commerciale nella nostra città, fatto questo che non può che essere visto di buon occhio dall’amministrazione, ma così come detto già ieri è fondamentale che tutti, in uno spirito di collaborazione, abbiano chiaro il quadro normativo entro cui le proposte possono essere valutate per realizzare il bene della nostra comunità anche sotto il profilo dello sviluppo economico ed occupazionale".

"Alla luce del confermato interesse di Decathlon per Palermo - afferma Antonino Randazzo (M5S) - chiediamo all’amministrazione comunale e al sindaco Leoluca Orlando di attivare in tempi rapidi un tavolo di confronto con l’azienda leader nel settore sportivo al fine di individuare una soluzione ed una area alternativa e idonea, che risponda a criteri urbanistici. La città non può e non deve lasciarsi sfuggire una occasione del genere di crescita e sviluppo economico ed occupazionale".

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