La lettera di un cassintegrato: "Ecco perché è finito il sogno di tutti i lavoratori di Selital"

Crisi Selital: a rischio 110 posti di lavoro a Carini. Azienda leader nella costruzione di schede per elettronica che si trova in amministrazione controllata a causa di una gestione manageriale sbagliata e perché è stata esclusa dal progetto " LARGA BANDA" che porterà nelle case degli italiani l'internet veloce.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Salve,
sono, un cassaintegrato della Selital Spa, azienda facente parte della SelcomGroup spa e che ha come missione la produzione di qualsiasi tipo di scheda elettronica. Questa azienda, che si trova a Carini, è nata nel 1973. Faceva parte della grande Italtel e abbiamo permesso a milioni di italiani di telefonare costruendo e collaudando, prima, milioni di telefoni e poi 4 generazioni di centrali telefoniche elettroniche. La realtà di oggi è uno stabilimento con 5 linee di montaggio automatico di schede elettroniche e la presenza di 70 lavoratori; altri 50 lavoratori sono in cassa integrazione a rotazione.

Però la Selital e di conseguenza l'intero gruppo Selcomgroup, ha avuto di recente la possibilità di risolvere i propri problemi occupazionali e di seguito spiego come è stato interrotto questo nostro "sogno" di ripresa produttiva.

Tutti sappiamo che il nostro governo sta finanziando un grosso progetto per la diffusione della ultra larga banda visto che siamo molto in ritardo rispetto al resto d'Europa. Il progetto ultra larga banda prevede, fra tante cose, quello di portare la fibra ottica a casa di ogni utente. Questo progetto è stato dato a Enel che per l'occasione dovrà sostituire i circa 30 milioni di contatori presenti nelle case degli italiani. Il progetto sostituzione contatori costerà circa 2 miliardi di euro.

Enel ha fatto una gara per la costruzione dei contatori elettronici, la Selital ha partecipato, come tante altre aziende italiane, ed è arrivata quarta e quindi è stata esclusa perché Enel ha deciso di suddividere la commessa dei contatori tra le prime 3 aziende del calibro di Ducati energia, Bitron ecc...

E' finito il sogno di tutti i lavoratori di Selital e dei 200 che sarebbero stati assunti direttamente!

Ma dietro a questa vicenda c'è la delusione di noi lavoratori di Selital quando la D.A. e il Sindacato ci ha comunicato quale è stato il motivo principale della non acquisizione della commessa e cioè il seguente: il nostro preventivo è più alto di circa il 5% (2-3 euro a contatore) perché la Selital ha dichiarato che i contatori sarebbero stati costruiti e certificati totalmente in Italia (costo manodopera italiana 20€/h), a Carini, mentre le altre aziende che hanno vinto l'appalto, costruiranno i contatori in Cina (costo manodopera cinese 4€/h) e in ITALIA faranno solo la certificazione.

Concludendo: lo Stato Italiano finanzia svariati miliardi di euro per risollevare l'economia, e questi vanno ad aziende italiane che invece di far lavorare gli italiani producono in Cina. Questo è insopportabile!

Per me e per i miei colleghi della Selital, esclusa dal progetto contatori Enel per banda larga, questa è una grande ingiustizia. Ci aspettiamo un seguito a questa denuncia. Aggiungo: la nostra situazione è nota anche ad alcuni rappresentanti di primo piano della politica italiana


Saluti

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