La crisi che morde: bar e ristoranti, in tre mesi chiuse 73 imprese

Il presidente della sezione locale di Confartigianato, Nunzio Reina: "Sono segnali negativi per l'economia di Palermo, che dimostrano ancora una volta quanto l'economia cittadina sia in crisi". Più di duecento imprese artigiane hanno cessato la propria attività nel secondo trimestre di quest'anno

Più di duecento imprese artigiane hanno cessato la propria attività nel secondo trimestre di quest'anno. Sono 239 per la precisione, contro le 253 nuove iscrizioni. "Numeri sconfortanti - dice il presidente di Confartigianato Palermo, Nunzio Reina, che dimostrano ancora una volta quanto l'economia cittadina sia in crisi". Il totale delle imprese che non solo nel settore artigianale ha chiuso i battenti è di 1044 da aprile a giugno, contro le 1.691 iscrizioni. "Considerando che molte iscrizioni sono soltanto sulla carta, possiamo dire che le imprese sono sull'orlo del baratro. Molte iscrizioni riguardano i venditori ambulanti itineranti, per la maggior parte stranieri che devono ottenere il permesso di soggiorno, ma che spesso cambiano città senza effettuare la cancellazione". 

La situazione si fa ancora più critica nel settore dei bar e della ristorazione, di cui molte imprese sono iscritte negli elenchi di Confartigianato: nel secondo trimestre del 2015 si sono verificate 73 cessazioni contro 46 iscrizioni su un totale di 4979 registrazioni alla Camera di Commercio. "E' il settore in assoluto a risentire di più della crisi - spiega Reina -. Questi dati riguardano il periodo che anticipa l'estate, quello in cui dovrebbero sorgere nuove attività. Si assiste invece ad un numero di cessazioni che supera notevolmente quello delle iscrizioni. Sono segnali negativi per l'economia di Palermo, in cui spesso alla cancellazione di un'impresa con cinque o più dipendenti corrisponde una iscrizione che fa capo ad una sola persona. Ovviamente, questo meccanismo non fa altro che far lievitare il numero dei disoccupati".

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