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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Negozi di abbigliamento in crisi, l'allarme della Fimo: "Chiudendo licenzierebbero il personale"

Per dare agli imprenditori del settore una boccata d'ossigeno secondo il presidente Di Giovanni serve un immediato aiuto da parte del governo: "L’approvazione di una nuova moratoria permetterebbe alle aziende di tornare ad emettere assegni e quindi di comprare i prodotti". L’ultima è scaduta il 28 febbraio

I negozi di abbigliamento sono in crisi e rischiano di chiudere nel giro di poco tempo. A lanciare l'allarme è Marco Di Giovanni, presidente di Fimo Assoimpresa: “Stiamo attraversando un periodo drammatico, serve un immediato aiuto da parte del governo perché si rischia una catastrofe economica”. Per dare agli imprenditori del settore una boccata d'ossigeno secondo Di Giovanni serve "l’approvazione di una nuova moratoria sugli effetti negativi derivanti dal mancato pagamento dei titoli di credito ovvero gli assegni o le cambiali". 

"Le imprese - spiega presidente di Fimo Assoimpresa - si trovano nuovamente in difficoltà a causa delle mancate vendite dovute al periodo Covid, pertanto sono state iscritte in centrale rischi, ovvero in Cai, e non possono emettere assegni per sei mesi. L’ultima moratoria è scaduta il 28 febbraio pertanto le aziende non potendo emettere assegni non possono ritirare i prodotti". La chiusura sarebbe quindi inevitabile. "Un problema economico che -  tuona Di Giovanni - si trasformerebbe in un problema sociale in quanto i negozi chiudendo licenzierebbero il personale”.

La situazione è la stessa in tutte le città siciliane: “Serve una richiesta di moratoria retroattiva sui titoli non pagati che permetta alle partite Iva di sperare di avere un futuro - dichiara Toto Gallina, componente della giunta Fimo Assoimpresa - lo stato di emergenza non può essere solo sanitario, un commerciante fallito muore lo stesso a prescindere”.

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