La crisi non risparmia gli artigiani: in un anno 1554 saracinesche abbassate

A pagare le conseguenze della crisi economica è soprattutto il settore dell'edilizia con 203 cessazioni nella costruzione di edifici e 253 nei lavori di costruzione specializzati. Al secondo posto, il commercio all'ingrosso e al dettaglio di riparazione di autoveicoli, con 116 cessazioni e soltanto 46 iscrizioni

In un anno quasi 1600 artigiani palermitani hanno chiuso la propria attività: saracinesche abbassate e dipendenti a casa. I dati sono forniti da Confartigianato Palermo: "in tutto il 2014, ben 1554 imprese artigiane hanno cessato la propria attività e tra queste 1354 sono imprese individuali".

A pagare le conseguenze della crisi economica è soprattutto il settore dell'edilizia con 203 cessazioni nella costruzione di edifici e 253 nei lavori di costruzione specializzati. Al secondo posto, il commercio all'ingrosso e al dettaglio di riparazione di autoveicoli, con 116 cessazioni e soltanto 46 iscrizioni, seguito dalle industrie alimentari dove su 1185 imprese registrate, nel 2014 sono state effettuate 110 iscrizioni e 112 cessazioni.

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"Come associazione - dice il presidente di Confartigianato Palermo Nunzio Reina - siamo mortificati nei confronti di chi vuole fare impresa. Si tratta di dati sconfortanti che umiliano il lavoro di chi vuole aumentare la produttività di una città in cui, invece, si tende a penalizzare sempre le attività artigianali e commerciali. Quello che mi preoccupa di più però - aggiunge - è il disinteresse della politica che con il suo silenzio non fa altro che incoraggiare il proliferare dell'abusivismo. L'assenza di interventi e di incentivi suggerisce a chi vuole lavorare di chiudere bottega e proseguire comunque non pagando nulla, portando avanti la propria attività in nero. Alla fine, a pagarne le spese sono le imprese sane, le stesse che però hanno una durata a tempo determinato".

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