Economia Libertà / Via XX Settembre

Bagagli, vetrine vuote e destino appeso a un filo: "Finale già scritto"

Si aspetta la sentenza, il giudice sceglierà se restituire i negozi allo storico titolare oppure confiscare definitivamente i 6 punti vendita: "Difficoltà economiche, in bilico 17 dipendenti"

Le vetrine di Bagagli in via XX Settembre

Mentre le tende nascondono la realtà, una vetrina ad angolo non lascia scampoli di immaginazione. Nessuna borsa, nessuna valigia. Una scritta in rosso indica saldi da capogiro, fino al 70 per cento, e qualche parola sbiadita ricorda i marchi che un tempo venivano venduti all'interno di quello che è stato una Mecca per gli appassionati di borse, valigie e accessori. All'interno del negozio Bagagli di via XX Settembre, però, la vendita continua in sordina, come negli altri punti vendita della catena. Anche gli scaffali sono vuoti e il volto dell'azienda sembra non essere più quello che in passato l'ha resa punta di diamante del tessuto economico in città. E' dal 2013 che la storica azienda di Filippo Giardina si trova in amministrazione giudiziaria. Prima nella rete del cerchio magico Saguto, con le strategie aziendali di Virga. Poi, sotto la guida dell'avvocato Antonio Coppola, oggi amministratore giudiziario dell'azienda. 

E' attesa per domani la sentenza che stabilirà il destino di Bagagli. Il giudice sceglierà se restituire l'azienda allo storico titolare, l'imprenditore accusato di essere in affari con il boss Salvatore Milano - che a quel punto risulterebbe essere estraneo ai fatti - oppure confiscare definitivamente i negozi della catena, tra via XX Settembre, via Mariano Stabile, via Messina, via Libertà, via Roma e viale Strasburgo. Qualcuno teme però che le sorti dell'azienda siano già scritte e che il giudice pronunci ufficialmente la confisca. Confisca che, allo stato dell'arte, complicherebbe le sorti dei 17 dipendenti che a Palermo costituiscono l'organico dell'azienda da oltre un trentennio.

Articoli "continuativi" svenduti a metà prezzo, magazzino inesistente. In via XX Settembre c'è un intero piano al buio, dismesso. "Le vetrine sono vuote perché ci sono state difficoltà economiche importanti - fa sapere Monia Cajolo, segretario generale di Filcams Cgil Palermo -. L'amministrazione giudiziaria non è riuscita a rifornire di merce i negozi. L'udienza doveva essere il 10 gennaio e l'amministrazione ha creduto di poter andare avanti fino all'udienza decisiva. Ciò che ci preme è salvaguardare i livelli occupazionali, sperare che qualche imprenditore possa acquistare l'azienda, attivare immediamente qualche ammortizzatore sociale che tuteli i lavoratori. Nelle intenzioni dell'amministrazione c'era quella di mantenere in vita i negozi ma con la poca liquidità che aveva è stato difficile". 

Intanto il canone d'affitto non viene pagato da cinque mesi e i dipendenti attendono il saldo di due mensilità. Una situazione che non lascerebbe presagire alcun altro epilogo se non il peggiore, derubricando a "crisi" quella che sembrerebbe essere una vera e propria svendita non ufficializzata. Insieme ad Antonio Coppola, al timone di quello che potrebbe essere l'ultimo capitolo dell'era Bagagli anche Nunzio Purpura, amministratore unico dell'azienda ed ex capo dei vigili urbani di Palermo. Neppure l'arrivo del brand Carmina Campus, ideato da una erede Fendi, Ilaria Venturini Fendi, è riuscito a risollevarne le sorti. "La nostra preoccupazione più grande è che i lavoratori vengano licenziati - fanno sapere dalla Uiltucs -. Faremo in modo di trovare gli accordi giusti per tenere in vita l'azienda. Qui si rischia però di capitolare. Dopo la solidarietà, dopo la chiusura del punto vendita di Catania, questo sarebbe davvero il ko finale". 

La replica a questo articolo dell'Amministratore giudiziario 

Il comunicato della FILCAMS  CGIL  in merito a questo articolo

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