Giovedì, 13 Maggio 2021
Economia

Relitto Concordia, "cantieri di Palermo ideali per lo smontaggio"

Il Sindaco: "Le dimensioni del bacino palermitano sono ottimali e, soprattutto, le maestranze della nostra città hanno già accumulato grande esperienza in questo tipo di lavori su navi grandi e grandissime". Faraone: "Porto di Piombino troppo piccolo, presentata interrogazione al ministro Clini"

Il relitto della Concordia

"I cantieri navali di Palermo sono il candidato migliore per effettuare i lavori di smontaggio del relitto della Costa Concordia". Lo afferma il sindaco Leoluca Orlando,  sottolineando che "le dimensioni del bacino palermitano sono ottimali e, soprattutto, le maestranze della nostra città hanno già accumulato grande esperienza in questo tipo di lavori su navi grandi e grandissime". "Da Palermo - ricorda inoltre il Sindaco - sono partiti i grandi cassoni necessari per il lavoro di recupero del relitto al Giglio. Spero quindi che questa esperienza e questa professionalità - conclude Orlando - siano adeguatamente valorizzate per questo importante lavoro, senza gravare in modo esorbitante sulle casse pubbliche come avverrebbe con altre soluzioni".

La questione sull'opportunità di assegnare ai cantieri palermitani le operazioni di smontaggio, è stata sollevata dal neoparlamentare del Pd, Davide Faraone: “Ho presentato una interrogazione per chiedere al ministro dell’Ambiente Clini di considerare il porto di Palermo come il sito strutturalmente ed economicamente più adatto in questa circostanza. Chiederò inoltre di rivedere la decisione presa nelle scorse settimane dal consiglio dei ministri: il governo dimissionario, infatti, in fretta e furia ha deciso che il relitto debba essere trasportato nel porto di Piombino.  Peccato che il porto toscano non abbia i requisiti per accogliere una nave di quelle dimensioni. Così arbitrariamente è stato deciso, inoltre, di stanziare ben 140 milioni di euro per lavori di adattamento e di ampliamento del porto".

"Perché - incalza il deputato democratico - investire questi fondi pubblici, quando il porto di Palermo, potrebbe accogliere e operare sul relitto senza necessità d’investimenti preventivi sulle infrastrutture portuali? Perché questo governo tecnico prima fa della spending review il suo vessillo e poi è pronto a spendere 140 milioni di euro per degli inutili lavori di adattamento del porto di Piombino, quando in Italia ci sono alternative a costo zero? La cantieristica navale siciliana - conclude Davide Faraone - è in ginocchio, colpita dalla crisi del settore. Lo smaltimento della Costa Concordia potrebbe essere per i nostri cantieri e per tutti gli operai, oggi quasi tutti in cassaintegrazione, una grossa opportunità di rilancio”.

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