Economia

Bar e ristoranti ultimi a riaprire, Udc chiama Roma: "Turismo, stato di calamità naturale"

L'appello del coordinatore siciliano Decio Terrana direttamente al Governo nazionale: "Dobbiamo salvare le imprese del settore ricettivo"

Decio Terrana

Il coordinatore dell’Udc Sicilia, Decio Terrana, chiede al Governo nazionale di dichiarare lo stato di calamità naturale per tutte le imprese del settore turistico-ricettivo. “L’economia italiana è basata sulle piccole e medie imprese – dice Terrana –. In tutta Italia, e soprattutto in Sicilia, il settore che più risentirà dell’effetto Coronavirus sarà proprio quello ricettivo. Inutile che ci nascondiamo, non possiamo sapere quando tutto potrà tornare alla normalità ed è ormai certo che le ultime attività a poter riaprire saranno proprio alberghi, bar e ristoranti e le attività dell’indotto che ne deriva. L’Udc Sicilia sta già discutendo su come supportare economicamente la sopravvivenza e lo sviluppo di questo settore strategico per la Sicilia e chiediamo anche al Governo Nazionale di intervenire con urgenza. Immaginate quanto potrebbe risultare dannoso per la nostra salute riaprire le frontiere a turisti che possono arrivare da tutto il mondo".

"Ci aspettano mesi difficili - aggiunge Terrana - l’emergenza non è ancora superata ed il ritorno alla normalità sarà lento e graduale. Coscienti però che questo settore è già in ginocchio e che difficilmente il turismo potrà raggiungere i consueti numeri che ogni anno, fortunatamente, son sempre in crescita in Italia ed in Sicilia, chiediamo al Governo di Roma di dichiarare lo stato di calamità naturale per tutte le Imprese del settore turistico-ricettivo, fornendo a tutte le imprese ed il relativo indotto economico una straordinaria sussidiarietà per superare la grave crisi che lo ha colpito”.

Decio Terrana si rivolge direttamente alle forze di governo, chiedendo collaborazione. “Chiediamo al Governo di essere ascoltati – continua -. Abbiamo già presentato un piano economico di 12 punti che riteniamo essenziale per il rilancio della piccola e media impresa italiana. Questo è un momento in cui serve collaborazione da parte di tutte le forze politiche, non è possibile che ci si dedichi più ad attacchi personali che a fare il bene del Paese. Ripartiamo da qui".

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