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L'appello: "Fermare subito call center e cantieri navali, sono potenziali focolai"

La nota di Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e Frank Ferlisi, responsabile lavoro del partito

"Di fronte a questa emergenza nazionale vi sono luoghi dove la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici difficilmente può essere garantita. A Palermo abbiamo due luoghi simbolo che sono i Cantieri Navali e i call center". Inizia così la nota di Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e Frank Ferlisi, responsabile lavoro del partito.

"Non è possibile - dicono - che mentre una intera nazione si ferma, mentre sono imposte perfino libertà di movimento alle persone, perché la strategia adottata è quella di contenere gli spostamenti e quindi la diffusione del virus, vi siano enormi bacini di potenziali focolai che continuano a lavorare come se nulla fosse mettendo a rischio non solo se stessi ma le loro famiglie e l'intera città. Tutto questo è inaccettabile e pericolosissimo - continuano Fumetta e Ferlisi - perché non siamo in presenza di lavoratori e lavoratrici serie B e anche perché abbiamo un sistema sanitario regionale che è stato martoriato dalle scelte politiche liberiste degli ultimi trenta anni.
Rifondazione Comunista fa appello a Fincantieri e alle società che gestiscono i call center perché si fermino immediatamente e al Governo nazionale perché imponga lo stop".

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