Posti di lavoro in fumo a causa del Covid, Banca d'Italia: "In Sicilia -2,5% di occupati in sei mesi"

I dati, che si riferiscono al primo semestre 2020, parlano di 34.300 lavoratori in meno (soprattutto donne e giovani con contratti a termine) rispetto allo stesso periodo del 2019. "Pesa la diminuzione del numero di addetti - si legge nel report - in alberghi e ristoranti"

La cameriera di un ristorante

A causa dell'emergenza sanitaria nel corso della prima parte del 2020 le condizioni del mercato del lavoro siciliano "si sono deteriorate" e "il numero di occupati, nella media del semestre, si è ridotto di circa 34.300 unità rispetto allo stesso periodo del 2019", dato che in termini percentuali rappresenta un calo del 2,5%.

I numeri sono contenuti nell'aggiornamento congiunturale sull'economia della Sicilia redatto dalla Banca d'Italia e presentato oggi dal direttore della sede di Palermo Pietro Raffa. Il calo degli occupati è in linea con quanto avvenuto nel Mezzogiorno (-2,6%) ma è stato più intenso rispetto al dato medio italiano (-1,7%). Nello stesso periodo sono diminuite significativamente sia le ore lavorate per addetto sia quelle complessive.

"La riduzione dell'occupazione ha colpito maggiormente l'universo femminile e quello dei contratti a tempo determinato - ha affermato Raffa -, mentre la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti hanno attenuato gli effetti per l'occupazione a carattere permanente". Il tasso di occupazione per la popolazione tra 15 e 64 anni è sceso di 0,7 punti percentuali, al 39,8%. "Sulla contrazione dei livelli occupazionali - si legge nel report di Bankitalia - ha inciso la diminuzione del numero degli addetti nel settore dei servizi e in particolare nel comparto degli alberghi e ristoranti".

Cisl: "Musumeci acceleri su lavoro e infrastrutture, scuola e sanità"

"La fotografia impietosa dell’economia siciliana arriva stavolta dalla Banca d’Italia attraverso il suo periodico aggiornamento congiunturale. Un’ulteriore conferma di quello che Confcommercio dice da mesi: la pandemia in Sicilia è stata una 'circostanza aggravante' che si è innestata su una situazione già drammatica”, commenta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo. 

"Molte aziende sono state già condannate alla chiusura - prosegue la Di Dio - gli ulteriori Dpcm di ottobre e novembre vedranno cadere sul campo altre migliaia di imprese che non riescono più a far fronte alla situazione. Se appena due mesi fa avevamo stimato una perdita solo in Sicilia di 5,6 miliardi (-8,2%), adesso - alla luce degli ultimi Dpcm - possiamo ritenere addirittura riduttiva quella già drammatica e insostenibile previsione. Occorre un piano strategico ben delineato, in cui venga spiegato chiaramente cosa si è fatto e cosa si sta facendo, a cominciare dai problemi organizzativi della sanità territoriale e ospedaliera. Bisogna intervenire presto e bene, con programmazione e coordinamento, facendo sistema con determinazione e facendo arrivare immediatamente gli aiuti a tutte le aziende che hanno cali significativi. Rabbia e disperazione stanno crescendo e non è più possibile sbagliare”.

Fonte: Dire

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