Contributi per l'editoria, Corecom: "Apprezzabile sostegno ma serve riforma settore"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"La pubblicazione dell’avviso per l’erogazione di contributi in favore delle imprese editoriali dell’isola da parte della Regione concretizza il necessario sostegno ad un settore che, sta subendo un’accentuazione della propria situazione di crisi per effetto della pandemia. Tuttavia, resta necessario intervenire con una legge organica di settore”. E’ quanto afferma Maria Astone, presidente del Corecom Sicilia, che aggiunge: “Dieci milioni di euro a fondo perduto destinati alle aziende editrici di quotidiani e periodici cartacei e on line, radio, tv e agenzie di stampa sono una buona opportunità. Altre possibili azioni per rilanciare il settore si rendono necessarie, a partire da una legge di riforma in grado di superare l’attuale norma regionale 24/2013, rimasta parzialmente inattuata, e dal pieno utilizzo dei Fondi europei in base alla politica di coesione 2021-2027 che prevede, tra le priorità, il sostegno alle piccole e medie imprese, comprese quelle creative come le aziende editoriali”.

In tal senso, Astone ricorda che già nel 2019, il Corecom Sicilia, ha lanciato un appello, proponendo una serie di ipotesi articolate rivolte al potenziamento dell’editoria locale che comprendeva: “l’utilizzo del FESR per finanziare giovani imprese innovative, favorire l’innovazione tecnologica delle aziende esistenti e legare gli incentivi all’assunzione di giornalisti, alla stabilizzazione dei precari e al rispetto dell’equo compenso” mentre tra gli interventi più ampi, il Corecom Sicilia, in linea con le posizioni del vice Presidente Armao,  ipotizzava la “promozione della comunicazione istituzionale negli enti pubblici locali attraverso una norma che renda obbligatorio un capitolo sull’informazione nell’affidamento di appalti pubblici; la formazione; il sostegno alle edicole tramite una convenzione con l’Anci Sicilia che permetta ai Comuni di utilizzare le rivendite di giornali per i servizi anagrafici”.
 

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