Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Imprese, in Sicilia crescono le opportunità di lavoro ma manca la manodopera specializzata

Luci e ombre nel rapporto di Confartigianato Sicilia. L'’export delle Mpi segna un +1,1% nei primi tre mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. Tra i problemi i ritardi nei pagamenti effettuati dalle pubbliche amministrazioni

Crescono le opportunità di lavoro offerte dalle piccole imprese, si riduce la contrazione dei ricavi, aumenta la mobilità delle persone negli esercizi commerciali e l’export delle Mpi segna un +1,1% nei primi tre mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. È una fotografia con luci e ombre quella scattata dall’Osservatorio economico regionale di Confartigianato Sicilia, in occasione della presentazione dello studio annuale “Imprese artigiane: protagoniste della ripartenza dell'economia della Sicilia”.

Resta ancora difficile infatti, il “fare impresa”: in Sicilia si registra una riduzione costante della spesa per gli investimenti della pubblica amministrazione, inferiore di oltre un terzo rispetto alla media nazionale. Ciò comporta infrastrutture con standard cinque volte peggiori della media italiana, come ad esempio nel campo idrico, o ancora scarsa digitalizzazione della Pubblica amministrazione con una bassa quota di Comuni (12,3% vs 25,1% Italia) che permettono di eseguire intere procedure on line. Oltre il 60% dei Comuni paga le fatture alle imprese oltre i 60 giorni (limite 30 giorni). Seppur in fase di ripresa, non mancano nubi all’orizzonte: continua l’aumento del prezzo delle materie prime a giugno 2021, che coinvolgono oltre 16 mila mpi (medie e piccole imprese) nei settori sotto stress, recrudescenza dei contagi e un’ampia quota di imprese in difficoltà nel cogliere trend di recupero.

Il lavoro è stato presentato nella sede di Confartigianato Sicilia, alla presenza del vicepresidente della Regione, Gaetano Armao. A fare gli onori di casa, questa mattina, il presidente e il segretario di Confartigianato Sicilia, Giuseppe Pezzati e Andrea Di Vincenzo e i vice presidenti regionali Daniele La Porta, Peter Barreca e Carmen Cicero. Non poteva mancare il vicepresidente nazionale di Confartigianato, Filippo Ribisi. Presenti, anche in webinar, imprese siciliane e i vertici delle associazioni territoriali. Durante la mattinata è emerso anche come il Pnrr apre tante opportunità per il territorio e per ilsistema impresa, ma se si guarda capacità di spesa POR 14-20, non è difficile allarmarsi e occorre assolutamente non replicare ciò che si è fatto in passato. È indispensabile monitorare la spesa e blindare queste somme per il Sud.

“Il decreto semplificazioni stabilisce che il 40 per cento delle risorse europee del Pnrr dovrà essere destinato al Mezzogiorno – ha detto Pezzati – ma il recupero competitivo che il Pnrr vuole perseguire, non può realizzarsi senza il coinvolgimento delle Pmi. L’associazione è pronta ad accompagnare sul cammino di ripresa ed aiutare ad essere parte attiva nella ricostruzione post Covid del nostro territorio. È quindi necessario declinare le misure del Piano in bandi e progetti accessibili e su misura, appalti a km 0, meccanismi di incentivazione, come il superbonus 110%”. Dallo studio annuale emerge anche l’aumento della quota di entrate difficili da trovare, si passa dal 21% del luglio 2019 al 23% del luglio di quest’anno. Le figure più difficili da reperire sono
farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita; specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche; dirigenti e direttori tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale; tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione. “Uno dei problemi che impedisce la vera ripartenza oggi – ha sottolineato Ribisi –, è quello legato alla mancanza di manodopera specializzata. Sembra strano, ma in una regione dove la disoccupazione raggiunge dei livelli impressionanti, dove i dati sono falsati dall’alta quota di giovani che lasciano la Sicilia, le nostre imprese non trovano manodopera specializzata. E questo perché il sistema della formazione in Sicilia è fallito. È servito solo al clientelismo e non ha prodotto lavoratori. La Sicilia in passato aveva una delle leggi più d’avanguardia sull’apprendistato. Molte delle nostre imprese di oggi, sono frutto di quella legge. Ripristiniamola, con il meccanismo semplice di allora”. 

"La nostra presenza oggi a Confartigianato Sicilia è per noi molto importante perché segna la vicinanza che il governo Musumeci intende ribadire nei confronti del sistema delle imprese e di Confartigianato che rappresenta migliaia e migliaia di artigiani che lavorano in tutto il territorio – ha detto il vice presidente della Regione, Gaetano Armao –. Il sistema ha tenuto rispetto al dramma economico che abbiamo subito e adesso bisogna spingerlo al massimo perché la ripresa sia esplicata nel più breve tempo possibile. Confartigianato oggi ha una piattaforma di idee e di proposte che certamente accogliamo come stimolo e suggerimento. È questo il modo buono che può far crescere l’economia siciliana: un’interlocuzione diretta tra le istituzione della politica e le istituzioni dell’economia. Siamo qui per raccogliere tutte le loro idee, farle nostre e insieme procedere, attraverso strumenti normativi come quelli che stiamo già mettendo in atto nel mio assessorato, per il sostegno alle imprese. Dare ossigeno finanziario alle imprese oggi è una essenziale misura”.

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