I cinema a Palermo restano chiusi: "Siamo in pieno collasso finanziario" 

Lo hanno deciso all'unanimità gli esercenti: "In assenza di segnali tangibili e di risposte concrete, giovedì 2 luglio, saremo tutti in piazza Indipendenza per manifestare"

Le sale cinematografiche di Palermo e Trapani non riapriranno. Lo hanno deciso all'unanimità gli esercenti delle due province della Sicilia occidentale. Prosegue, dunque, la serrata delle sale al chiuso, ma resta confermata l'apertura delle arene. "Pur prendendo atto delle prescrizioni migliorative contenute nell'ultimo Dpcm e nell'ordinanza del governatore Musumeci - dicono Andrea Peria, presidente Anec Palermo e vice presidente di Camera di Commercio Palermo Enna, e Luigi Drago, presidente Anec Trapani -, l'assemblea ha stabilito per la non riapertura delle sale in quanto tutte le aziende del comparto cinematografico, a 110 giorni dalla chiusura, sono in pieno collasso finanziario".  

"Nel frattempo, nessuna misura compensativa promessa è mai arrivata o, se anche deliberata, non ancora ha avuto effetti concreti -aggiungono Peria e Drago -. Restiamo in attesa dell'indennizzo da mancato sbigliettamento previsto in legge finanziaria regionale, dell'esenzione Imu e Tari, senza parlare della cassa integrazione a singhiozzo". Mercoledì 24 una delegazione di esercenti sarà ricevuta dal presidente dell'Assemblea regionale Gianfranco Miccichè per chiedere "un aiuto rapido e concreto" per la ripartenza delle sale.

"Cerchiamo un sostegno per rendere operativo lo strumento della cedibilità del credito d'imposta già riconosciuto dallo Stato alle nostre sale e già, quindi, in nostro possesso - spiegano Peria e Drago-. Ovvero trasformare in liquidità finanziaria, necessaria alla ripartenza, il tax credit già acquisito con decreto del Mibac. Attendiamo con ansia anche la convocazione del presidente Musumeci per spiegare le nostre ragioni, tutta la nostra filiera produttiva è allo stremo delle forze".  

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In Sicilia sono 127 le strutture ancora ferme al palo. L'unico comparto ancora fortemente penalizzato che vale il 5 per cento del Pil. "Abbiamo deciso che, in assenza di segnali tangibili e di risposte concrete, giovedì 2 luglio, saremo tutti in piazza Indipendenza per manifestare con forza l'inefficienza di questa classe politica", concludono Peria e Drago. All'assemblea di Palermo, allargata ai colleghi trapanesi, era presenta anche il vicepresidente trapanese di Anec, Francesco Pipitone di Alcamo.

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