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Addio ad oltre mille uffici postali, nel palermitano 12 sportelli a rischio

Poste Italiane ha inviato all'Agcom il piano di riorganizzazione allegando la lista delle strutture "anti-economiche". Previsti accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi. Tutti gli uffici a rischio

Tagli in vista per oltre mille uffici postali in Italia: 1156 sportelli da chiudere, altri 638 da razionalizzare riducendo l'orario e i giorni d'apertura. E' quanto prevede il piano di riorganizzazione che Poste Italiane ha già inviato all'Agcom, allegando la lista delle strutture "anti-economiche".

In provincia di Palermo, secondo quanto previsto dal Gruppo Poste, a rischio chiusura gli sportelli dell’aeroporto di Punta Raisi (Cinisi), Ficuzza (Corleone), Regalgioffoli (Roccapalumba), San Giovanni Li Greci (Caccamo), Sant'Amborgio (Cefalù), Calcarelli e Nociazzi (Castellana Sicula), Fasanò e Pianello (Petralia Soprana), Locati (Bompietro), Pollina e San Carlo (Chiusa Sclafani)

Per alcuni uffici postali è prevista la chiusura. Per altri, invece, il Gruppo Poste ha pensato ad una trasformazione in sportelli multiservizi: saranno un po' anagrafe, un po' ufficio postale, un po' ufficio del comune ed altro. Nella peggiore delle ipotesi verranno aperti solo alcuni giorni a settimana.

Nonostante ciò, l'azienda sembra rassicurare i cittadini: "Niente di definitivo al momento. Non li vogliamo chiudere - dice Massimo Sarmi, l'ad di Poste Italiane - . Quel report è una lista che siamo obbligati a inviare ogni anno all'autorità di riferimento, cioè all'Agcom. Però sono sportelli effettivamente sotto i parametri di economicità, quindi per non tagliarli stiamo raggiungendo accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi”.
 

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