Futuro a rischio per lo storico bar Lux, lì Boris Giuliano sorseggiò il suo ultimo caffè

Dopo 61 anni le saracinesche del locale di via Francesco Paolo Di Blasi sono rimaste abbassate. I titolari non si arrendono: "Riapriremo, la storia non finisce da un giorno all’altro". Nel luglio del '79 il capo della Squadra Mobile fu assassinato proprio là davanti

Saracinesche abbassate al bar Lux

Una saracinesca abbassata che sembra presagio del peggiore degli epiloghi e un cartello, “chiuso per ristrutturazione”, che invece tiene in vita ogni speranza. E' chiuso da una settimana il Bar Lux, lo storico e iconico bar al civico 17 di via Francesco Paolo Di Blasi, legato alla memoria storica della città anche perché lì fu assassinato Boris Giuliano. Pasticceria, gastronomia ma anche teatro di sangue di uno dei più cruenti delitti firmati Cosa Nostra negli anni di piombo. 

Aperto dal 1958, il Bar Lux ha attraversato indenne gli anni della crisi economica fino al dicembre scorso, quando lo spauracchio che ha imposto i titoli di coda per molte delle insegne storiche della città si è presentato alla sua porta. Trattative commerciali in grado di attrarre sia nuovi investitori che linee di credito per tenere in piedi un'attività di questo tipo sono alcuni degli escamotage avanzati pur di restare a galla.

Celebre per i suoi timballetti di capellini e per il dolcissimo pan d’arancio, fu Gianni Siragusa ad aprirlo ben 61 anni fa. Oggi al timone dell’azienda i figli Nino e Nunzio che respingono i rumors che in queste ore rimbalzano di titolo in titolo. “Non chiuderemo, la storia non finisce da un giorno all’altro. Riapriremo, dopo la ristrutturazione dei locali, a metà di aprile. Siamo fiduciosi, crediamo e speriamo che le banche ci diano nuove linee di credito” dichiara a PalermoToday uno dei titolari.

Intanto però le saracinesche a pochi passi da via della Libertà, che furono teatro di uno dei più drammatici assassini di mafia - era il luglio del ’79 quando proprio lì fu freddato e ucciso il vice questore capo della Squadra Mobile di Palermo, Boris Giuliano, mentre stava pagando il caffè appena bevuto - restano chiuse. Per il momento a casa restano quattro dipendenti.

Sette furono i colpi di pistola inferti alle spalle da un uomo che, negli anni seguenti, fu identificato come Leoluca Bagarella. Oggi una targa ricorda quel 21 luglio. Inciso sul marmo una scritta che riporta indietro nel tempo a quell’evento che lega a doppia mandata il Bar Lux alla storia stessa di Palermo, quel bar che è icona e simbolo della città tanto da essere stato scelto da Pif come set per alcune scene del film “La mafia uccide solo d’estate”.

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E tutti, in zona, conoscono la famiglia Siragusa. “Ai tempi dell’omicidio di Boris Giuliano era il signor Gianni a gestire il bar. Un uomo onesto, gentile, umile come lo sono oggi i suoi figli - raccontano alcuni commercianti -. Lunedì scorso non hanno aperto. Siamo rimasti tutti di pietra. Il giorno dopo sarebbe stata la festa di San Giuseppe e avrebbero dovuto vendere le sfince. Avevano tutto pronto. Siamo fiduciosi. Se dovesse chiudere per noi sarebbe un lutto”.

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