Cgil: "A Palermo livelli di cittadinanza diversi, si rischia un ritorno al passato"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“La pandemia sta accentuando quello che negativamente già esisteva, per responsabilità non del virus del Covid 19, ma di un altro virus, quello del malgoverno”. Lo ha dichiarato il segretario generale Mario Ridulfo nel corso del direttivo della Cgil Palermo, appoggiando la richiesta al governo nazionale, fatta dalla Cgil Sicilia e raccolta da Anci Sicilia, di un commissario per la sanità siciliana. 

“C'è una responsabilità collettiva, è vero,  ma c'è  anche una responsabilità politica, a cominciare da chi amministra la città e la Regione. Come facciamo, da sindacato –prosegue il segretario Cgil Palermo Ridulfo - a ricostruire speranza e fiducia nei lavoratori e nei cittadini se il cambiamento invocato è solo in negativo e regnano la confusione e l'approssimazione? Come è possibile 'spalmare' i numeri dei morti senza poi spalmare, attribuire  le responsabilità? Non si tratta di dare vita alla  caccia al colpevole ma nemmeno è possibile continuare come se non  fosse successo nulla”.

Per quanto riguarda Palermo, il segretario Cgil intravede il pericolo di “un ritorno al passato o verso un nuovo che sa di vecchio”. “E' il rischio concreto che esiste se questa amministrazione, giunta al capolinea di una storia e di una esperienza significativa, non sarà capace di autoriformarsi, anche con l’autocritica – aggiunge Mario Ridulfo -. La gestione della burocrazia comunale  e della città metropolitana e dei comuni, azzoppata dalla mancanza di turn-over e dal drenaggio delle risorse, ha determinato servizi pubblici sempre meno efficienti per i cittadini. Non è più sufficiente dire che a palazzo delle Aquile non comanda più la mafia se fuori dal palazzo continuano a governare mafia e malaffare, come testimoniano  tutte le ultime inchieste e i blitz antimafia. Ci sono luoghi della città dove l'assenza dello Stato è un fatto ormai costituzionale. Una terra di nessuno, dove il degrado consegna le persone a un altro Stato”.       

Anche la gestione  delle aziende partecipate e le difficoltà economiche del Comune stanno determinando a Palermo  - osserva la Cgil -  “livelli disuguali di cittadinanza”. “Esistono ormai diverse Palermo.  Per cui, se vivi allo Zen, allo Sperone, all'Albergheria devi convivere con l’immondizia per le strade  e i rifiuti ingombranti sui marciapiedi. Mentre se vivi in via Libertà al massimo devi subire il dibattito sulle piste ciclabili – prosegue Ridulfo -  Ormai Palermo è diverse città in una, luoghi che non si incontrano più, e quando si incontrano non si comprendono, addirittura si odiano.  E questo rapporto spezzato si sta determinando tra la città e i comuni della nostra provincia”. “Nella crisi è però possibile trovare le occasioni del cambiamento. Per questo – conclude Ridulfo – è necessario un processo di condivisione partecipato e collettivo. In cui anche il principio di  responsabilità diventi valore condiviso”.

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