Economia

Quel gioiello dimenticato: "Salviamo il Castello Utveggio, a poco a poco ruberanno tutto"

La struttura - ormai abbandonata - è "a rischio depredazione". Anzaldi, deputato del Pd: "Chiedo al Governo di valutare un intervento dei ministeri competenti, se non ci sbrighiamo rischiamo di non trovare più nulla"

Palermo chiama Roma. E lancia un appello per salvare il Castello Utveggio. L'obiettivo è fare rinascere la struttura, finita nel dimenticatoio e "a rischio depredazione". Ad accendere i riflettori sulla questione è stato Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, palermitano. "Il Castello Utveggio è una struttura splendida che è in pieno degrado - ha detto -. La Capitale italiana della Cultura 2018 non merita una ferita del genere". Nei giorni scorsi anche Anzaldi ha partecipato alla missione che la commissione Cultura della Camera ha effettuato a Palermo

"Fatto costruire alla fine degli anni '20 dal Cavaliere Michele Utveggio - ricorda - sullo sperone di Monte Pellegrino detto Primo Pizzo, a 344 metri di altezza, il Castello, che si affaccia su quello che Goethe definiva 'il più' bel promontorio del mondo', non ha mai avuto fortuna. Ma ora siamo al rischio depredazione. Nei giorni scorsi sia le istituzioni che abbiamo incontrato, ma anche i cittadini, ci hanno ripetuto all'unisono: fate qualcosa per il Castello Utveggio. Chiedo al Governo di valutare la situazione e capire se ci sono possibilità di intervento dei ministeri competenti o di altre strutture. Il Castello, luogo simbolo dello stile liberty a Palermo, era diventato un punto di riferimento come centro di alta formazione. Poi il Cerisdi, l'ente che lo gestiva, è stato messo improvvisamente in liquidazione dalla Regione, e ora la struttura è tornata di nuovo chiusa e nel dimenticatoio. Col rischio di venire depredata. Come dopo la Seconda guerra mondiale, quando arrivarono coi carretti a rubare tutto quello che era rimasto dopo l'occupazione dei militari, così anche ora, piano piano, tutto quello che si trova dentro al castello viene piano piano portato via".

Anzaldi chiude così: "Il rischio è che venga messa in pericolo la stessa struttura. Se non ci sbrighiamo rischiamo di non trovare più nulla: c'è il rischio che con piccole ruberie venga svuotato tutto e sia ancora più difficile rimettere in funzione la struttura". 

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