Cassa integrazione, domande all'Inps e non più alla Regione: nuove regole per pratiche più veloci

Per risolvere i ritardi denunciati in diverse regioni, Sicilia in testa, il governo con l'ultimo decreto ha modificato le procedure per l'erogazione del sussidio. Il ministro del Lavoro: "Una prima tranche del 40% arriverà entro 15 giorni dalla prima richiesta". Ecco cosa cambia

Procedure per la cassa integrazione più snelle e soldi accreditati più rapidamente sul conto di chi ne ha diritto. Per risolvere i ritardi denunciati in diverse regioni, Sicilia in testa, il governo con l'ultimo decreto ha modificato le procedure per l'erogazione del sussidio. La Cassa integrazione in deroga sarà autorizzata dall'Inps e non più dalle Regioni. Non solo: l'Inps anticiperà subito il 40%. Anticipo che vale anche per gli altri due ammortizzatori sociali finanziati dal decreto Cura Italia (5 miliardi) e rifinanziati dal decreto Rilancio (15 miliardi): la Cassa integrazione ordinaria e l'assegno ordinario erogato dal Fis, il Fondo di integrazione salariale.

Lo stesso presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, ha spiegato che finora le domande di cassa integrazione in deroga "sono state decretate dalla Regione, poi passano all'istituto di previdenza". Adesso quindi si riducono i passaggi e, di conseguenza, i tempi. Nell'Isola i ritardi si sono accompagnati alle polemiche anche per le richieste di "bonus" arrivate da parte dei regionali alle prese con smart working e la pratiche da evadere. Le modifiche annunciate da Roma varranno però solo dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale (e non si applicano alle pratiche già in corso ndr).

Primi soldi dopo 15 giorni

"Con il decreto Rilancio interveniamo per rendere più rapida l'erogazione della cassa integrazione in deroga, una prima tranche del 40% arriverà entro 15 giorni dalla prima richiesta. Ma nei prossimi mesi sarà necessaria una più complessiva riforma degli ammortizzatori, non solo per snellire le procedure, ma anche per costruire un sistema più organico, coerente e inclusivo", ha chiarito il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, in un'intervista ad Avvenire. "Ventisei miliardi per il pacchetto lavoro e politiche sociali e 16 solo per la cassa integrazione, più che sufficienti ad affrontare questa fase", ha spiegato. Ma ha ricordato anche "le misure per il Terzo settore, dai 100 milioni al Fondo dedicato alla possibilità per le realtà del non profit di accedere alle risorse per sanificare gli ambienti di lavoro". 

In Sicilia

Secondo i dati resi noti dell'Inps regionale e aggiornati a martedì 12 maggio, è pari a 30.749 unità il numero di lavoratori interessati dalle prestazioni di cassa integrazione previste dal decreto “Cura Italia”, per un totale di oltre 6 milioni e 500 mila ore autorizzate e un ammontare complessivo di 52.796.480 euro. Il direttore regionale dell’Inps, Maria Sandra Petrotta, ha sottolineato "l’enorme sforzo che le strutture dell’Istituto stanno facendo, anche in Sicilia, per rispondere in modo puntuale ed efficace alle richieste di prestazioni da parte di aziende e lavoratori".

Contributi

L'Istituto di previdenza ha chiarito anche che cade l'obbligo di versamento dei contributi anche per gli artigiani e gli esercenti attività commerciali con scadenza 18 maggio 2020 (I rata contribuzione sul minimale anno 2020), in presenza dei requisiti del decreto legge dell'8 aprile scorso. L'Istituto richiama gli articoli del provvedimento. In particolare "per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del  precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del  precedente periodo d’imposta” sono sospesi, rispettivamente per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria.

I commi 3 e 4 dell'articolo 18 del decreto legge dispongono, analogamente, che “per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento  nel mese di marzo 2020  rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del  precedente periodo d’imposta”, vengano sospesi, rispettivamente per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei  versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria". Inoltre, il comma 5 "prevede che la sospensione dei termini di versamento di cui ai commi precedenti operi anche per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l'attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 31 marzo 2019".

Articolo aggiornato il 15 maggio 2020 alle ore 14.08

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