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Cassa integrazione ai Cantieri navali, dopo 12 anni si conclude la vertenza

I lavoratori dello stabilimento di Palermo di Fincantieri hanno ricevuto ieri la seconda tranche, corrispondente ad altre 13 settimane. Fiom: "E' stata una  grande vittoria, la battaglia paga"

I lavoratori dello stabilimento di Palermo di Fincantieri hanno ricevuto ieri la seconda tranche, corrispondente ad altre 13 settimane, dei pagamenti relativi al differenziale tra la cassa integrazione decisa unilateralmente dall'azienda dal marzo a ottobre del 2010, e l’intera retribuzione. Le prime 13 settimane, da marzo a giugno 2010, erano state pagate due anni fa. Ora la conclusione dei pagamenti che completano le 26 settimane, con il saldo del  periodo da giugno a ottobre 2010.

Si conclude così una vicenda nata nel 2010, quando la Fiom di Palermo e le altre organizzazioni sindacali di categoria si rifiutarono di  firmare  la cassa integrazione,  non condividendone il motivo, dal momento che i  carichi di lavoro in quegli anni ancora non mancavano.

La Fiom iniziò una lunga battaglia che le diede alla fine ragione. Infatti, dopo la mancata firma dell’accordo in Confindustria, le commissioni Inps, previste dalle legge di allora, respinsero la richiesta di Fincantieri. La Fiom di Palermo, con il suo ufficio vertenze, nel frattempo aveva messo in mora l’azienda a tutela dei propri iscritti posti nel frattempo in cassa integrazione. Dopo quasi dieci anni di contenzioso tra l’azienda e l’Inps, nel settembre 2019 il Tar Sicilia ha respinto in via definitiva la richiesta di cassa che Fincantieri aveva avanzato, stabilendo che i lavoratori doivcevano essere ripagati.

Due anni dopo questa sentenza,  i lavoratori hanno potuto finalmente ricevere  tutte le somme, accreditate ieri nei loro conti. “Dovranno ora essere corretti i contributi previdenziali Inps per tutte le 26 settimane, dal momento che erano considerati come cassa integrazione - dichiarano Angela Biondi e Francesco Foti della Fiom di Palermo- Dopo dieci anni di battaglia legale,  le ragioni che sostenemmo,  e che ci portarono a non firmare la cig, sono prevalse. Per noi è stata una grande vittoria. E  adesso  i lavoratori hanno avuto riconosciuto integralmente i soldi arretrati, è questo  il risultato concreto della nostra battaglia. In quegli anni era a rischio la sopravvivenza del cantiere stesso e il sindacato si oppose a qualunque scelta che poteva ridimensionare  lo stabilimento e penalizzare i lavoratori di Fincantieri e dell’indotto. A difesa dello stabilimento si fecero centinaia di ore di sciopero”.

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