Coronavirus, caso positivo ad Almaviva: "Se imprese non garantiscono la salute dei propri dipendenti, si sta a casa"

La nota congiunta di Vincenzo Fumetta - segretario provinciale di Rifondazione Comunista - e Frank Ferlisi, responsabile lavoro del partito

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Dopo la conferma del caso di positività al tampone sul Coronavirus di una dipendente di Almaviva, affermare che lo avevamo detto può sembrare fuori luogo, ma la politica padronale si è rilevata ancora una volta ottusa e arrogante". Lo affermano in una nota congiunta Vincenzo Fumetta segretario provinciale di Rifondazione Comunista e Frank Ferlisi responsabile lavoro del partito.

"Gli impieghi non strettamente necessari devono essere fermati - ribadiscono i due dirigenti comunisti - o le imprese garantiscono la salute dei propri dipendenti o si sta a casa. I lavoratori dipendenti non sono “carne da macello “ funzionali esclusivamente per l’accumulazione dei profitti. Gli operai di Fincantieri, per esempio, hanno lottato tutti insieme e sono stati bravi a costringere l’azienda a fermarsi e hanno capito benissimo che quando si lotta tutti insieme, si vince. Ma l’azienda tenta una furbata: mette tutti in ferie. E la lotta continuerà finché Fincantieri non piegherà la testa e ritira questo stupido provvedimento per mettere tutti in cassa integrazione. Il nostro partito. concludono i due esponenti politici - sarà sempre al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che in questo momento difficile per il Paese non si stanno tirando indietro ma chiedono soltanto di essere messi in condizioni di sicurezza".
 

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