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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Economia

Caro energia, l'allarme: "In Sicilia il 30% delle imprese rischia la chiusura entro l'anno"

L'Sos di Confindustria: "Bisogna fare presto, qui c'è lo spettro del default complessivo. Se continua così assisteremo a una moria enorme"

"Bisogna fare presto, qui si rischia il default complessivo delle imprese". Non usa mezzi termini, il presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese parlando con l'Adnkronos dei rischi sul sistema produttivo legati all'aumento del costo dell'energia. "In Sicilia - dice - parliamo di un buon 30% di imprese, soprattutto piccole, artigiane, ristorazione, a rischio chiusura entro l'anno".

Per Albanese "non è tanto un problema di aiuti". "Al netto di una percentuale bassissima che aveva i contratti bloccati fino a fine anno - afferma - tutte le altre avranno rincari del 300-400%. Le imprese non ce la fanno più, né le piccole né le grandi. Se continua così e se non risolverà, non tanto con un aiuto ma con un intervento strutturale sul prezzo dell'energia, noi assisteremo a una moria di imprese enorme". E aggiunge:  "L'aiuto che si può dare con un credito d'imposta o con un prestito o con una dilazione serve solo a peggiorare le cose perché le imprese si mettono un debito per pagare delle bollette che poi aumenteranno e che non saranno in grado di pagare e si ritroveranno con il debito e le bollette più alte".

"Confindustria ha cominciato a lanciare l'allarme sulle conseguenze del caro energia già sei mesi, fa ma mi sembra che il governo nazionale l'abbia presa molto alla leggera. Al netto della Germania e della Spagna che hanno preso le loro misure, della Francia che ha un altro tipo di produzione di energia, noi siamo rimasti isolati e questo ci porta anche a non poter più competere sul mercato". A dirlo all'Adnkronos è il presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese. 

"Noi speriamo che il nuovo governo si costituisca in brevissimo tempo perché ci aspettiamo un intervento strutturale immediato - aggiunge - Subito servono 60/70 miliardi ma soprattutto bisogna riuscire a capire come strutturalmente mantenere basso il prezzo dell'energia. Al di là di un tetto, bisogna sganciare l'energia prodotta dal gas da quella prodotta da altri combustibili o dal green. Se noi sappiamo che l'energia prodotta dal gas è il 30%, solo quel 30% può aumentare, tutto il resto è speculazione. E poi dobbiamo andare a colpire gli extra profitti". 

Per Albanese, l'Italia deve agire immediatamente anche indipendentemente dall'Europa. "Quando si tratta di salvare la nazione e di salvare il maggior contribuente che sono le imprese, perché di salvataggio parliamo, andrei oltre qualsiasi tipo di accordo - dice - Risolviamo il problema della morte delle imprese e poi ci sediamo al tavolo o comunque contestualmente mi seggo al tavolo e decido come intervenire. Altrimenti rimaniamo attanagliati dall'economia di altre nazioni che non hanno il nostro problema". 

fonte Adnkronos

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