Completamento del bacino di carenaggio e banchina da 300 metri per la "rinascita" dei cantieri navali

L’autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale (Adsp) e Fincantieri hanno firmato un protocollo d’intesa per il rilancio del polo palermitano. La prossima tappa è un accordo quadro da sottoscrivere alla presidenza del Consiglio dei ministri

Buone notizie per i cantieri navali palermitani. L’autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale (Adsp) e Fincantieri hanno firmato un protocollo d’intesa per il rilancio del polo della cantieristica navale. Lo scopo è "permettere al sito siciliano di affermarsi come uno dei più importanti del Mediterraneo".

L’accordo, destinato a rivoluzionare l’assetto, anche infrastrutturale oltre che operativo, dell’intero bacino portuale di Palermo, prevede la concentrazione di tutta l’attività cantieristica industriale, attraverso la realizzazione di diverse opere infrastrutturali, fra cui spicca il completamento del bacino di carenaggio da 150.000 tonnellate di portata lorda e la realizzazione di una banchina di 300 metri di lunghezza nell’area nord del porto (Acquasanta).

L’Adsp e Fincantieri si adopereranno per trasformare questa intesa in accordo di programma quadro da sottoscrivere alla presidenza del Consiglio dei ministri. “Il nostro obiettivo – afferma Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale – è quello di ridare a Palermo un ruolo di primo piano nel mercato cantieristico mondiale, creando un polo in grado di generare occupazione di qualità e di dare ai giovani della Sicilia una prospettiva per il futuro di cui essere consci e orgogliosi”.

“Auspico che con questa intesa e con il successivo accordo di programma si possa finalmente pervenire alla soluzione dei problemi infrastrutturali del cantiere di Palermo, assicurando quindi il suo sviluppo, che in questo momento sarebbe oltremodo facilitato dal notevole carico di lavoro dell’azienda”, dice Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri.

"Oggi è stato fatto decisamente un passo avanti nella direzione del rilancio dello stabilimento Fincantieri di Palermo. Ora tocca al governo concretizzare il progetto, secondo gli impegni assunti dal vicepremier Luigi Di Maio in occasione dell’incontro avuto presso il cantiere di Palermo nel mese di novembre”, commentano Angela Biondi e Francesco Foti, segretari Fiom Cgil Palermo. 

Il sindacato sottolinea che nel corso della riunione sono stati confermati gli investimenti previsti da Fincantieri di 20 milioni di euro per il 2019-2020, ai quali si aggiungeranno quelli propedeutici per le nuove aree che l'autorità sta concedendo a Fincantieri per adibirle ad aree industriali. Confermate la concessione delle aree a Fincantieri dell’officina tubisti, meccanica e del bacino in muratura da 19 mila tonnellate (bacino borbonico). Le aree che il porto sta riacquisendo invece sono il molo pontili e la palazzina molo nord. Una delle due gru presente in queste aree rimarrà in dotazione a Fincantieri. I carichi di lavoro per il triennio 2019/2021 si attesteranno a un milione di ore di lavoro annue che satureranno oltre che i lavoratori diretti anche l’indotto.

“La Regione – aggiunge la Fiom - deve anche dire cosa intende fare riguardo alle somme stanziate per il refitting e la costruzione di nuovi traghetti. La nostra ferma richiesta è che tali attività rimangano nel territorio perché occasione di sviluppo e occupazione per le tante professionalità locali".

Secondo quanto reso noto dal sindacato "non sono invece emerse novità sul finanziamento del rifacimento dei bacini galleggianti, oggi in stato di abbandono. Il presidente Monti, a tal proposito, ha comunicato di avere messo in mora la Regione per il loro spostamento". 
“Sui bacini non abbiamo ancora nessuna notizia – aggiungono Angela Biondi, Francesco Foti e Sarfino Biondo -  Stiamo valutando anche la possibilità di fare un esposto agli organi competenti rispetto agli argomenti più volte segnalati e sui quali non è giunta ad alcuna risposta. Rimane aperta la questione delle aree limitrofe al cantiere (Manifattura tabacchi) di proprietà Fintecna, visto che ai tempi della giunta Cammarata si voleva destinare la zona ad aree per recezione turistico-alberghiera e soltanto grazie agli scioperi dei lavoratori si è impedito che ciò avvenisse. Chiederemo al sindaco Orlando, che ha sostenuto le nostre ragioni bloccando il progetto, un incontro su queste aree”.

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