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Lunedì, 15 Agosto 2022
Economia

Il monito di Confartigianato Palermo: “Escalation di cancellazione iscritti”

In 1.800 imprese hanno chiesto il depennamento. Il presidente Reina: "Dati preoccupanti, così aumentano l'abusivismo. Necessario rimpinguare le casse della Cassa regionale"

Settecento nuove imprese iscritte nel 2011, ma 1800 hanno richiesto la cancellazione. Questi i dati che emergono da un'analisi condotta da Confartigianato Palermo, che calcola anche la cancellazione di 230 artigiani a partire dal 31 dicembre 2011 e la richiesta della stessa da parte di altri ottanta. Una situazione che preoccupa il presidente di Confartigianato Palermo, che vede nel fenomeno il rischio di un ulteriore aumento degli abusivi e quindi, di evasori delle tasse.

"Nella qualità di componente della giunta della Camera di Commercio e di presidente di Confartigianato provinciale - dichiara Nunzio Reina - ritengo questi dati molto allarmanti. Son preoccupanti per la situazione economica della città, perché uno dei motivi principali che spinge un iscritto alla cancellazione è quello di evitare la tassazione. Molti di loro, infatti, preferiscono addirittura chiudere la propria attività e continuare a lavorare in nero: l'accesso al credito è spesso impossibile. Per questo chiedo a tutti i deputati regionali di impegnarsi a rimpinguare le casse della Crias (La Cassa Regionale dell'Artigianato Siciliano) per rispondere alle esigenze del commerciante, perché la crisi riguarda l'intero comparto degli artigiani, per i quali confrontarsi con l'abusivismo e la concorrenza sleale, sta diventando impossibile.


 

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