Via Marcellini, presidio dei lavoratori Almaviva: "No all'emigrazione forzata"

Altri 42 operatori sono stati trasferiti a Rende e, per chi non prenderà servizio nella nuova sede, scatterà il licenziamento. I sindacati chiedono un incontro urgente con azienda e governo

Riesplode la rabbia dei lavoratori Almaviva di Palermo, dopo il trasferimento a Rende di altri 42 operatori. I colleghi stanno protestando davanti ai cancelli di via Marcellini. Con loro anche mariti, mogli e figli perchè, spiegano, "il trasferimento riguarda non solo noi, ma intere famiglie". "Il silenzio del ministero dello Sviluppo economico, garante dell'accordo siglato a Roma lo scorso 8 novembre, è assordante", accusano i sindacati. 

"Noi non ci si arRende" e "Chi si arRende è perduto", si legge nei cartelloni esposti dai manifestanti. I lavoratori lamentano il loro destino di "emigranti per forza" e chiedono che il governo nazionale, Almaviva ed Exprivia trovino insieme una soluzione. La mancata presentazione per i dipendenti nella nuova sede in Calabria si tradurrebbe in un immediato licenziamento. 

CGIL - "Abbiamo chiesto un incontro al Governo nazionale per fare chiarezza sua questa vicenda, ma non abbiamo ricevuto ancora risposta - dice Rosalba Vella Rsu Cgil - i lavoratori sono in sciopero da prima di Natale e per loro ogni giorno di protesta rappresenta un grave danno economico: occorre trovare al più presto una soluzione evitando il loro licenziamento. In caso contrario, la nostra intenzione è di proseguire la protesta finchèi trasferimenti non verranno bloccati, in attesa di essere riconvocati al Mise. Non escludiamo ulteriori azioni di lotta - conclude - perchè i lavoratori sono disperati".

UILCOM - Secondo il segretario della Uilcom Sicilia, Giuseppe Tumminia, "E' una situazione paradossale, sono lavoratori in ostaggio e senza soldi nonostante un accordo sindacale. Chiediamo che questa vertenza si concluda al più presto, che le aziende rispettino gli impegni per risolvere una situazione drammatica e non più sostenibile".

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FISTEL CISL - “Chiediamo il rispetto dell’accordo stipulato a novembre. I 60 lavoratori Almaviva passati a Exprivia per la commessa Enel , devono restare a Palermo, non possiamo consentire quelli che di fatto appaiono come dei licenziamenti”. Ad affermarlo sono Giovanni Gorgone Rsu Fistel Cisl e e Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani intervenendo sulla vertenza Almaviva nel giorno del sit in dei lavoratori, i 60 che oggi dovevano trasferirsi a Rende in Calabria. “Proseguiremo lo sciopero indetto il 19 dicembre, non si possono separare le famiglie così, Exprivia la committente Enel deve rispettare l’accordo lasciando tutti i lavoratori a Palermo”. A dicembre si erano già trasferiti una decina di operatori. Domani alle 9 nuovo sit in davanti la sede dell’Enel in via Marchese di Villabianca. “E’ assordante il silenzio delle istituzioni nazionali,  dopo il fallimento della trattativa sulla sede di Roma è calato il silenzio anche sulla  vertenza di Palermo, il Mise ci convochi subito”. “Si salvino tutti i posti di lavoro nel capoluogo siciliano – conclude Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani – non è accettabile che siano sempre i lavoratori e le loro famiglie a pagare la mancanza di regole del settore delle telecomunicazioni. Si provveda a quel riordino atteso da tempo e inserito nell’accordo di luglio dello scorso anno, bisogna porre regole certe contro il massimo ribasso e le delocalizzazioni per salvare tutto il settore in crisi al quale bisogna dare segnali chiari”.

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